Hormuz.

Pronte quattro navi italiane (una armata di missili) 

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Una nave dotata di missili per scortare i due cacciamine, impegnati a disinnescare ordigni nei fondali al largo dell’Iran, e una fregata: è pacchetto complessivo di quattro navi messo a disposizione dall’Italia nell'ambito di una futura coalizione di “volenterosi” per lo Stretto di Hormuz. Ma l’invio dei mezzi, compreso quello logistico per rifornire il carburante, resta condizionato da tre fattori: una tregua, dunque la cessazione delle ostilità nell’area, un mandato internazionale e l’autorizzazione del Parlamento. Anche se al momento le Camere non sono allertate per alcuna risoluzione su Hormuz, si continua a lavorare tra i Paesi per trovare un cappello alla missione: è sempre più improbabile un’operazione sotto l’egida Onu ed è per questo che il gruppo di volenterosi sta cercando di includere nella coalizione il maggior numero possibile di Stati. Sull’arrivo dei cacciamine c’è poi un altro tema da prendere in considerazione: le imbarcazioni, relativamente piccole, impiegherebbero almeno una ventina di giorni per raggiungere lo Stretto. «Se il governo deciderà di inviare una squadra navale noi siamo pronti», ribadiva nelle scorse ore il capo di Stato maggiore della Marina, Giuseppe Berutti Bergotto, specificando che «attualmente in quell’area la minaccia principale al traffico mercantile sono le mine, ma anche altro». L’Europa valuta inoltre di ampliare la portata di missioni come Aspides, per la quale al momento l’unica fregata in mare è la italiana Rizzo. A Roma intantoil ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il sottosegretario con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, hanno di nuovo incontrato i vertici militari e degli 007. Sul tavolo gli sviluppi più recenti sugli aspetti militari e di intelligence connessi alla crisi in Medio Oriente, ma anche il viaggio appena concluso di Crosetto in Arabia Saudita e Qatar: proprio con l’emiro qatariota si era discusso dell’urgenza di garantire la piena libertà di navigazione attraverso lo Stretto, snodo essenziale per gli equilibri economici e strategici internazionali, ed era stata ribadita la comune volontà di rafforzare ulteriormente la cooperazione bilaterale tra le forze armate.

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