Si allungano ombre d’imbarazzo sull’imminente visita di re Carlo negli Usa da lunedì 27 a giovedì 30 aprile. Il presidente Donald Trump - che pochi giorni fa esaltava il 77enne sovrano britannico come «un uomo fantastico» – si è infuriato per le parole pronunciate dal principe Harry durante una nuova visita a Kiev. Davanti a una platea ucraina plaudente, il duca di Sussex - presentatosi in veste di operatore umanitario, «soldato» e veterano dell’Afghanistan - non ha esitato a spronare, e quasi a sfidare, «la leadership» americana a onorare l’impegno di sostenere il Paese in guerra con la Russia. «Il principe Harry - ha detto sprezzante Trump a un giornalista - non rappresenta la posizione del Regno Unito, questo è sicuro. Io posso parlare per il Regno Unito più del principe Harry». Comunque «apprezzo molto il suo consiglio», ha aggiunto con sarcasmo. Per poi ridurlo a una sorta di appendice di Meghan (simpatizzante dem): «Salutatemi lui e sua moglie». Come se non bastasse, a irritare il Regno riecheggiava nelle scorse ore indiscrezioni su un ipotetico voltafaccia americano sulla sovranità di Londra sulle isole Falkland/Malvinas a favore delle rivendicazioni argentine: sarebbe una risposta “punitiva” a uno dei partner della Nato rimasti defilati rispetto al conflitto iraniano.
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