La storia

Il santuario che ha accolto cinque Papi  

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Si staglia bianca e imponente sul colle che domina il golfo. La Basilica di Bonaria non è solo il principale santuario della Sardegna, ma un simbolo di fede che guarda il mare da secoli. Il santuario originario risale al 1324, la costruzione della basilica monumentale iniziò invece nel 1704 per impulso dei Padri Mercedari, decisi a edificare un tempio più grande per la Vergine. Un’opera tormentata: i lavori, interrotti più volte, trovarono nuovo slancio soltanto nei primi del Novecento.

La chiusura di questo cerchio arrivò il 22 aprile 1926, quando la Basilica fu consacrata sotto il pontificato di Pio XI alla presenza di tutto l’episcopato sardo. Un atto che elevò il colle a fulcro del culto mariano isolano, legando l’identità sarda alla Patrona dell’Isola e protettrice dei naviganti. Un anniversario entrato nel vivo lo scorso 15 aprile con il novenario predicato dai vescovi e destinato a proseguire con eventi fino alla sagra del 5 luglio.

Ma Bonaria è anche il ponte ideale tra Cagliari e il mondo, lo stesso che Papa Francesco attraversò il 22 settembre 2013, quinto Papa a farle visita (oltre a Pio XI, anche Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI). Impossibile per un sardo dimenticare la tappa di Bergoglio nell’Isola a sei mesi dall’insediamento. Davanti a circa 400mila persone, il Pontefice strinse le mani a detenuti e malati, ribadendo il legame con la Madonna che dà il nome anche alla sua Buenos Aires. Un abbraccio storico racchiuso in un monito potente: «Io non vendo un’illusione, fidatevi».

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