LAMEZIA TERME. Una bocciatura e poi la rabbia covata per tutta l'estate per una valutazione ritenuta ingiusta. Potrebbe esserci questo dietro alla decisione di un 14enne di accoltellare in classe la propria professoressa di italiano. Un progetto non andato in porto perché sventato dai suoi compagni di scuola, venuti a conoscenza dei suoi programmi su una chat su Telegram. È quanto accaduto a Lamezia Terme, nell’istituto comprensivo “Nicotera-Costabile”. Il ragazzino, così come il suo coetaneo di Roma che nei giorni scorsi ha accoltellato una docente in classe, aveva pianificato tutto. Aveva nascosto un coltello in uno dei bagni della scuola e poi, come l’altro ragazzo, aveva affidato a una chat su Telegram i suoi propositi di vendetta. Stavolta, però, nel gruppo c’erano alcuni compagni di scuola che si sono allarmati e confidati con un adulto che ha dato l’allarme ai carabinieri. I militari si sono presentati nell'istituto martedì mattina e, con molta discrezione, hanno recuperato l’arma e informato la professoressa presa di mira e la dirigente scolastica. A casa del ragazzino hanno sequestrato gli abiti che indossava quando ha registrato il video e il telefonino.
Gli investigatori vogliono capire se quella era una chat tra amici o se vi fosse anche qualcuno che mirava a istigare i giovani a compiere gesti potenzialmente estremi. Intanto il giovane, di origine marocchina, è stato segnalato alla Procura per i minorenni di Catanzaro.
La notizia ha sconvolto docenti, personale e studenti e i loro genitori della scuola. Il ragazzo, ha spiegato la dirigente Maria Angela Bilotti, non era problematico e non c'è stato alcun sentore di quello che voleva fare. «Anche se non ci scordiamo che dall’altra parte è una cosa grave, però sicuramente è un ragazzo che non va lasciato a se stesso», ha detto la dirigente. Bilotti ha tenuto a sottolineare il gesto dei compagni che non si sono voltati dall'altra parte.
Per il ragazzo, in attesa di capire come vorrà muoversi la Procura dei minorenni, si potrebbe aprire un percorso di sostegno. La scuola sta già pianificando un intervento, anche a livello psicologico, per lui ma anche nelle varie classi della scuola per spiegare ai ragazzi cosa è successo.
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