Desulo.

Premio Montanaru nella bufera 

La sindaca cambia la giuria, arriva la diffida del nipote del grande poeta 

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Clima rovente a Desulo, che si spacca attorno alla 34ª edizione del premio Montanaru, dal 31 ottobre in occasione della rassegna “La montagna produce”. A far discutere è l’annuncio della sindaca Alessandra Peddio sul percorso di rinnovamento della giuria e sui termini di presentazione delle opere inedite entro il 16 ottobre, iniziativa che ha inasprito il conflitto tra la famiglia del poeta, l’opposizione consiliare e l’amministrazione.

La decisione

Diversi i post social apparsi nella serata di mercoledì, fra cui un annuncio funebre ribattezzato “La scomparsa del premio Montanaru”. A poco sono valse le rassicurazioni della sindaca che, con una nota, ha sottolineato: «Il rinnovo dell’organo giudicante non contiene alcun giudizio sul lavoro di chi lo ha composto fino a oggi, al quale vanno il riconoscimento e la gratitudine dell’amministrazione e della comunità desulese». E poi: «È legato invece alla decisione di far coincidere l’inizio del nuovo ciclo con la manifestazione del 31 ottobre, affinché ogni componente del premio, dalla giuria alla direzione, muova dalla stessa data, mandato e regole rese pubbliche».

La sindaca parla di un premio patrimonio della collettività desulese e di un montepremi che resterà invariato e difende la scelta del rinnovamento: «Un evento riconosciuto come bene della Sardegna non può reggersi sulla disponibilità personale di chi di volta in volta se ne fa carico né essere costruito stagione per stagione senza una struttura stabile». Emergono i nuovi criteri di valutazione, la direzione culturale, il rapporto con le università e con le reti che in Europa e nel mondo si occupano di lingue minoritarie, e l’individuazione di canali di finanziamento da affiancare al Comune.

La famiglia

Non ci sta Giancarlo Casula, nipote del poeta, tra i fondatori del premio e fino alla scorsa edizione in giuria. Il professionista, che risiede a Cagliari, replica alla sindaca con una nota: «Dispiace concludere il sodalizio tra la famiglia Casula, eredi del poeta Montanaru, e il Comune di Desulo, che dura da 34 anni. Diffido chiunque a sfruttarne l’immagine senza autorizzazione e snaturandone il messaggio. Lo farò, se costretto, anche legalmente. In passato, si è già tentato di mettere le mani sul patrimonio materiale e culturale del grande poeta. La vicenda si è conclusa, dopo anni di durissima battaglia legale, con la loro sonora condanna». Casula attacca l’amministrazione: «Se oggi si pensa di considerare il premio letterario come una kermesse o un appalto di lavori pubblici ci si sbaglia di grosso. A Desulo sono così arrivati in tutti questi anni i più grandi poeti, scrittori, giornalisti, professori universitari, artisti e quanto di più rappresentativo della cultura sarda».

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