La governatrice: «Risorse non dovute». Sindacati e primo cittadino in allarme: «Si faccia subito chiarezza»

L’impresa vuole più soldi, Todde: «No ai ricatti» Nuovo ospedale a rischio 

San Gavino, opera completa all’80 per cento Ma ora Fincantieri Finso chiede altri 14 milioni 

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Il nuovo ospedale di San Gavino da 250 posti è quasi completato con i lavori giunti ormai all’80 per cento, ma è giallo sulla prosecuzione del cantiere perché la ditta appaltatrice ha chiesto alla Regione un ulteriore finanziamento di 14 milioni di euro oltre ai 68 già finanziati. Una richiesta che rischia di ritardare, se non bloccare, la realizzazione dell’opera. Tutto mentre a distanza di poche centinaia di metri, nel vecchio ospedale, aumentano le criticità del pronto soccorso con il personale sanitario ridotto all’osso e le file interminabili per accedere al servizio di emergenza.

No della Regione

Netta la presa di posizione della presidente della Regione Alessandra Todde: «Non vogliamo cedere ai ricatti di chi pretende più soldi per la costruzione del nuovo ospedale. Il problema è che chi sta realizzando l’opera, la ditta Fincantieri Finso, pretende delle risorse che non le spettano. Non possiamo accettare delle richieste che non sono supportate dai tecnici e la nostra intenzione è quella di finire il nuovo ospedale, un servizio fondamentale per tutto il territorio. Siamo aperti al dialogo e a trovare le soluzioni, ma non possiamo cedere alle richieste di chi vuole sfruttare il fatto che manca poco alla fine dei lavori per ricattare la Regione. Le risorse vanno spese bene e non abbiamo soldi da buttare».

I sindacati

Preoccupate le segreterie della Cgil Sardegna Sud Occidentale, della Fillea e della Fp: «Dopo anni di progetti, finanziamenti e lavori, non è accettabile che si torni a parlare di ritardi, difficoltà e incertezze senza che siano fornite risposte decise e puntuali. Come organizzazione sindacale chiediamo alla Regione e alla Asl del Medio Campidano di chiarire con tempestività cosa stia accadendo. Vogliamo sapere quali siano i problemi emersi, a quanto ammontino le eventuali risorse aggiuntive richieste e per quali ragioni si renderebbero necessarie. Soprattutto, vogliamo sapere se questa situazione rischia di incidere sui tempi di completamento dell’opera e quale sia, oggi, la data concretamente prevista per l’apertura e la piena operatività della struttura». In allarme anche il sindaco di San Gavino, Stefano Altea: «L’eventualità di un’interruzione prolungata dei lavori, o addirittura del mancato completamento dell’opera, rappresenterebbe un esito inaccettabile. Confidiamo nella rapida individuazione di soluzioni idonee a garantire, nella prosecuzione dei cantieri e nella consegna della nuova struttura sanitaria».

Emergenza continua

Intanto nel pronto soccorso del vecchio nosocomio, che ha più di 17mila accessi all’anno, la situazione è di emergenza continua e le rappresentanze sindacali unitarie della Cgil della Asl del Medio Campidano denunciano il collasso del servizio e i gravi rischi per operatori e cittadini: «La struttura è da tempo allo stremo, sommersa da code interminabili e da un afflusso non più gestibile con le risorse attuali. La paralisi dell’operatività è la diretta conseguenza di criticità strutturali mai risolte come la carenza organica di personale, che costringe i lavoratori a ritmi insostenibili e a turni massacranti, la mancanza di barelle e posti letto: l’impossibilità di trasferire celermente i pazienti nei reparti di degenza blocca i soccorsi e congestiona le sale d’attesa».

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