Il bilancio.

Poetto, l’onda lunga dell’estate 

Stabilimenti aperti anche a ottobre: «Stagione positiva e turisti in aumento» 

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L’estate, almeno al Poetto, non sembra avere fretta di andarsene. Il calendario dice ottobre, ma la spiaggia racconta un’altra stagione: ombrelloni ancora aperti, bagnanti in costume, turisti che si godono il sole e sportivi pronti a inseguire il vento con tavole e vele. E mentre qualcuno approfitta degli ultimi raggi per una giornata di mare, gli operatori degli stabilimenti cominciano a tirare le somme di una stagione lunga, calda e, per molti, positiva. Il bilancio è incoraggiante, ma dietro gli ombrelloni il ricordo del ciclone Harry è ancora presente: i danni, i ritardi nelle aperture e i ristori che non sono arrivati hanno lasciato il segno. E sul futuro pesa l’incertezza delle concessioni, tra bandi e direttiva Bolkestein.

Le voci

«Una stagione con numeri migliori e con una tipologia diversa di turista, con più capacità di spesa», sintetizza Angelo Cerina, amministratore unico dello stabilimento Il Lido. Negli ultimi anni, spiega, è cambiato anche il modo di vivere la città: chi arriva a Cagliari non prosegue più necessariamente verso altre località, ma si ferma e riscopre la spiaggia dei Centomila. Da qui la scelta di allungare l’offerta, con il Lido aperto come pacchetto “estivo” fino al 30 ottobre e poi attivo durante l’inverno. Cerina, però, non nasconde l’amarezza per le conseguenze del ciclone. «Cagliari non ha ancora avuto una lira di rimborso», afferma, criticando il funzionamento delle procedure – «che ha ritardato l’esame delle pratiche e poi le ha respinte con argomentazioni pretestuose» – e ricordando che gli operatori hanno dovuto sostenere autonomamente il costo degli interventi. Una ferita che si accompagna a un’altra preoccupazione: quella riguardo l’erosione. «Sino a dieci anni fa avevamo 19 e 20 file di ombrelloni a destra e sinistra. Oggi ci ritroviamo con 5 e 9».

Anche per la cooperativa Il Golfo degli Angeli la stagione si chiude con un segno più. La titolare, Maria Annunziata Abis, parla di un incremento delle presenze intorno al 5% rispetto al 2025, tra clientela locale e turisti stranieri, «che rappresentano ormai circa il 40% degli ingressi». Così al Poetto non si parla più solo italiano. Tra ombrelloni e sdraio, l’inglese, lo spagnolo e il francese sono le lingue più chiacchierate. «Abbiamo visto arrivare anche tantissimi americani», racconta. E se il caldo aveva fatto partire la stagione in anticipo, i danni del ciclone hanno costretto a rallentare: «per sistemare la spiaggia e riposizionare le strutture, le aperture sono slittate di una settimana», continua Abis. Ora per la prima volta, con i turisti ancora presenti e tanti cagliaritani che non rinunciano al mare, la cooperativa terrà aperti due dei sette stabilimenti per tutto ottobre, anziché uno come sempre fatto.

Il bando

Più ci si allontana dalle prime fermate, più la situazione cambia. Qui non tutti hanno scelto di prolungare la stagione. Alla Sesta Fermata ad esempio, Gianni Pilato ha preferito chiudere il 25 settembre, con un bilancio «in linea con gli anni scorsi». Ma a preoccuparlo è soprattutto la nuova fase delle concessioni: «È come se sapessimo che da un momento all’altro potremmo non lavorare più». Il riferimento è all’ultima bozza del bando per le concessioni, che secondo Pilato presenta ancora lacune e non offre le garanzie e le indicazioni chiare richieste dagli operatori. «I bandi vanno fatti, è giusto che le concessioni siano assegnate con evidenza pubblica. Ma servono criteri precisi e salvaguardie per le imprese e i lavoratori». Il timore aggiunge, «è che si blocchi il comparto. Speriamo che le amministrazioni abbiano mettano chiarezza sulla situazione». Appello accolto anche da Riccardo Angelo, dell’Ottagono. Qui la stagione si è appena chiusa in linea con la precedente sul fronte degli abbonamenti, ma con un’ «affluenza non brillante». «Abbiamo superato momenti veramente difficili – racconta Angelo, ricordando l’immagine delle cabine sommerse dalla sabbia trasportata dal ciclone –. Ora navighiamo a vista verso il futuro».

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