Oltre 30 chilometri di piste ciclabili in città, con l’intenzione dell’amministrazione comunale di aumentarle, ma uno scarsissimo utilizzo. La fotografia della situazione a Cagliari non lascia spazio a equivoci: sono presenti in maniera massiccia da 15 anni, ma per un uso minimo.
Fra percorsi che si interrompono all’improvviso, o con vari rischi, o ancora con buche, non è facile percorrerle. E non sembra che piacciano nemmeno agli stessi ciclisti e ai rider: basta osservare qualche minuto strade come via Sonnino per vedere come chi usa la bici o (ancora meno) il monopattino elettrico spesso preferisca la corsia preferenziale, che sarebbe destinata a bus e taxi, rispetto a quella ciclabile.
Scarsa fruibilità
L’incremento dell’utilizzo di bici e monopattini non si è verificato nemmeno negli ultimi mesi, nonostante i pesanti rincari sulla benzina dati dalla guerra che – ogni giorno – creano difficoltà a chi si sposta in auto e moto. «Con la primavera è normale che si usi di più, ma lo vedo come stagionale», afferma Virgilio Scanu, presidente di Fiab Cagliari appena riconfermato per il biennio 2026-2028. «I numeri di utilizzo sono ancora piuttosto bassi, parliamo dello 0,3% dei cittadini. Forse la crisi energetica potrà essere uno stimolo per aumentarli, come avvenne negli anni Settanta».
Eppure, secondo Scanu, basterebbe poco per cambiare la situazione. «Ci sarebbe una potenzialità di gran lunga superiore, se venissero realizzate alcune infrastrutture e ci fosse una gestione migliore», avverte. «Alcune piste ciclabili non sono state realizzate adeguatamente, in altre mancano tratti, altre ancora non sono nei punti dove servirebbero di più. Per non parlare dei servizi, quasi inesistenti».
Gli interventi
L’ultima inaugurazione di una pista ciclabile è di avantieri, nel nuovo waterfront del porto. Dalla prima Giunta Zedda, nel 2011, la mobilità sostenibile è diventata una priorità a discapito dell’auto. E rimane tale: previsti, nella variazione di bilancio appena approvata, 4,1 milioni per la connessione fra Monte Mixi e La Palma (con itinerario ciclabile lungo il canale di Terramaini) e 310mila euro per la prosecuzione dei lavori della pista nel tratto fra Terramaini e le vie Tramontana e dei Conversi.
«Stiamo portando avanti un pacchetto articolato di interventi sulle ciclabili», evidenzia l’assessore alla Mobilità, Yuri Marcialis. «Sono 3 le linee principali. La prima riguarda le “vie verdi”, pensate per proteggere e rendere più sicuri e piacevoli i percorsi esistenti: da via Vesalio fino al mercato di San Benedetto. L’intervento è in fase di esecuzione, per 2,6 milioni. La seconda è fra via dei Conversi e il ponte di La Palma, con un finanziamento di 1 milione: siamo in fase di progettazione esecutiva. La terza, con consegna lavori prevista entro aprile, punta a connettere in modo efficace il centro con le sedi universitarie, con interventi di completamento e collegamento delle piste esistenti».
I pericoli
Nonostante le buone intenzioni, a Cagliari finora le ciclabili non sono decollate. In piazza Gramsci, per esempio, la pista di via Sonnino si interrompe bruscamente per la fermata del pullman. Nella riqualificazione di via Dante, spesso, i rischi per i (pochi) ciclisti sono legati a chi parcheggia e apre la portiera dell’auto lato passeggero: non c’è spazio.
C’è poi il divieto di incatenare le bici alle infrastrutture pubbliche, come pali e ringhiere, per evitare i furti. È nel regolamento comunale, ma la Fiab ha fatto ricorso alla Corte Europea. «Attendiamo una risposta: togliere il divieto potrebbe incoraggiare l’uso della bici. E su temi come questi vorremmo un confronto col Comune», conclude Scanu.
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