Sassari.

Pestato a sangue, muore dopo nove mesi 

Arnaldo Sergio Serra, 46 anni, venne picchiato a maggio a Latte Dolce 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Era uscito per comprare delle pizze e non è più tornato a casa. A distanza di nove mesi Arnaldo Sergio Serra, 46 anni, di Sassari, ha perso la vita, la scorsa settimana, in una struttura sanitaria cittadina al termine di un lungo e doloroso calvario. Iniziato la notte del 28 maggio 2025 in via Kennedy, nel quartiere di Latte Dolce quando, insieme a un amico, si reca in una pizzeria del rione. Una volta lasciato il locale, intorno alle 22, la sua serata, che avrebbe dovuto concludersi in compagnia, si trasforma nella propria tragedia solitaria.

Epilogo di sangue

A innescare l’epilogo l’incontro per strada con un 45enne, Alessandro Nuvoli, anche lui della stessa zona, e conosciuto da anni. Tra i due esisterebbero contrasti pregressi e mai risolti. Prima volano alcune parole, poi scatta la colluttazione in cui il 46enne ha la peggio perdendo l’equilibrio e battendo con forza la testa sull’asfalto. Una dinamica su cui pesano tutte le ombre del caso e dove non si conosce quanto riferito dai presenti né se fossero in azione delle telecamere di videosorveglianza a registrare la sequenza. Vi è però la versione del 45enne che sosterrà in seguito, davanti agli inquirenti, di aver agito per legittima difesa. “Mi ha minacciato”, dirà raccontando che, per evitare una presunta testata dell’altro, gli avrebbe inferto una gomitata. Se sia poi successo altro, lo chiariranno le indagini che partono subito appena viene segnalato il corpo inerme di Serra circondato da una pozza di sangue. Del presunto aggressore non vi è traccia quando arrivano gli agenti della polizia locale insieme al personale sanitario del 118. Questi ultimi trasportano subito il ferito, in condizioni molto gravi, all’ospedale Santissima Annunziata dove verrà ricoverato nel reparto di Rianimazione. Trascorsi due giorni l’altra persona si fa viva presentandosi al comando di via Carlo Felice (reparto sicurezza urbana) insieme ai suoi avvocati, Marcello Masia e Pierluigi Olivieri, e mette a verbale la sua parte di verità.

Intanto il sostituto procuratore Gianni Caria, indaga su di lui in questi mesi per il reato di lesioni gravissime. Un arco di tempo in cui Serra, a luglio 2025, viene trasferito al Mater Olbia in cui riceve le cure nella Terapia intensiva dove rimarrà fino a gennaio di quest’anno per tornare nel capoluogo turritano, ultima tappa della sua via crucis. Adesso l’accusa per Nuvoli si aggraverà: omicidio volontario.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi