Napoli

Per il bimbo trapianto impossibile 

I luminari: non si può sostituire il cuore danneggiato. «La madre è rassegnata» 

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Napoli. Non c’è più speranza per il bambino ricoverato all’ospedale Monaldi, vittima di un gravissimo errore medico. L’equipe dei massimi esperti italiani in materia di trapianti, dopo una visita «al letto del paziente» in terapia intensiva, ha chiuso alla possibilità del trapianto di un cuore nuovo, di cui si era avuta la disponibilità nella serata di martedì. Il piccolo, dunque, resta attaccato alle macchine, con il vecchio cuore danneggiato durante il trasporto a causa del ghiaccio utilizzato. Sarà la procura, che ha iscritto sei medici nel registro degli indagati, a rimettere in fila l’incredibile sequela di errori che ha portato al punto di non ritorno.

Gli ispettori

«Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto» è la conclusione cui è giunto il consulto tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico, tutti riuniti all’Azienda ospedaliera dei Colli. «Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali», si legge nella nota diffusa al termine della riunione, è stato stabilito che non ci sono le condizioni per tentare un ulteriore trapianto. La direzione strategica ha così «provveduto ad informare il Centro nazionale Trapianti esprimendo la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile». Prima degli esperti erano arrivati al Monaldi gli ispettori del ministero della Salute per acquisire tutti i documenti, a fornire un contributo di verità potrebbe essere anche il lavoro fatto dagli ispettori della Regione Campania.

Sessanta giorni

«È una vicenda molto dolorosa e c’è il rispetto delle istituzioni, prima di tutto verso il bambino e verso la famiglia», dice il presidente della Campania Roberto Fico, che nel pomeriggio si è recato in visita all’ospedale per incontrare la mamma del bambino: le ha chiesto scusa a nome dell’istituzione e annunciato che sarà fatta giustizia. Il governatore ha «subito attivato i massimi poteri di vigilanza, controllo e ispettivi della Regione. Ho avuto una relazione di 290 pagine - annuncia - che ho mandato al ministro Schillaci, con cui ho avuto anche un incontro che era già programmato, e chiaramente abbiamo parlato del Monaldi». Ma per Fico il pensiero è prima di tutto al bambino e alla famiglia. Poi verrà tutto il resto. E l’istituzione deve essere sempre rispettosa e lavorare per l’interesse del pubblico, in questo caso per l’interesse anche della famiglia». Il piccolo resta ora ricoverato in ospedale, attaccato a un macchinario per la respirazione extracorporea. Sono passati quasi 60 giorni. Una situazione innaturale ma che rappresenta il filo sottilissimo che lo lega alla vita. La mamma ha sperato e pregato. Ora invece, riferiva ieri il suo avvocato, si è rassegnata all’idea che suo figlio non ce la farà, e accetta il verdetto dei luminari della cardiochirurgia.

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