Cronaca

Operaio freddato con un colpo di fucile 

Mistero sul movente del delitto: due mesi fa Tonino Pireddu era stato vittima di un’intimidazione 

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Serata di sangue e terrore a Orani, dove ieri sera è stato ucciso un operaio 38enne. Si chiamava Tonino Pireddu. Tutti i soccorsi si sono purtroppo rivelati inutili. Quando è arrivata l’ambulanza del 118 non c’era più niente da fare.

L’agguato

Erano da poco passate le 22 quando quando Tonino Pireddu è rientrato a casa insieme alla compagna. La donna ha raggiunto l’appartamento, l’uomo invece è tornato indietro per prendere una bombola da cucina. Quando stava risalendo le scale non immaginava che in quell’angolo buio sul retro della casa si nascondesse qualcuno armato di fucile.

L’assassino ha esploso un colpo e poi si è dileguato. Di sicuro l’omicida ha agito praticamente indisturbato. Il delitto si è consumato in pochi istanti. La compagna di Tonino Pireddu ha sentito il boato. Si è affacciata con la convinzione che quel rumore fosse stato originato dalla caduta della bombola. Invece era la fucilata che ha ucciso l’operaio. Nessuno ha visto l’assassino. Non ci sarebbero testimoni. Gli inquirenti non escludono la presenza di un complice. Dettagli di una tragedia che ha colpito la famiglia e tutto il paese. Dopo pochi istanti sono arrivati due fratelli della vittima e la madre. Sono stati momenti di grande strazio e dolore. I carabinieri hanno chiesto l’intervento dell’ambulanza del 118, arrivata da Gavoi. Ma i medici purtroppo non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Ogni tentativo per salvare il 38enne è risultato vano. I militari hanno subito iniziato i rilievi di legge in attesa che arrivasse il medico legale.

Le indagini

Nel luogo del delitto è giunto anche il pubblico ministero Riccardo Belfiori. Sono così iniziate le indagini per dare un volto all’assassino di Tonino Pireddu. Durante i rilievi le forze dell’ordine hanno accertato che nella casa dell’operaio ci sono alcune telecamere di videsorveglianza.

Eventuali filmati potrebbero rivelarsi preziosi nell’ambito dell’attività investigativa. Non è chiaro se quando è stato consumato il delitto l’impianto fosse o meno in funzione. Oggi verranno effettuati ulteriori controlli acquisendo le immagini di altre telecamere sistemate in diverse parti del paese, in particolare in Corso Italia, la via principale. Resta il mistero anche sul movente.

I carabinieri stanno indagando sugli ultimi episodi di criminalità accaduti in paese, dove sono stati messi a segno alcuni raid incendiari contro diverse automobili. Proprio nel dicembre scorso qualcuno aveva appiccato le fiamme a un’auto di Tonino Pireddu. Un vicenda ancora avvolta nel mistero. Non si conosce il movente e non è stato ancora individuato il responsabile del gesto. Potrebbero esserci sicuramente dei collegamenti tra i due episodi, ma saranno le indagini a fare chiarezza. Per ora restano tantissime incognite.

Controlli

Ieri sera subito dopo il delitto gli inquirenti hanno sentito parenti e amici della vittima, ma dalle loro testimonianze per il momento non sarebbero emersi elementi utili per risalire al responsabile del delitto. Sono state anche interrogate alcune persone che conoscevano l’operaio. I vicini di casa lo ricordano come una brava persona, ma non hanno voglia di commentare una tragedia che ha sconvolto tutto il paese.

L’ultimo omicidio risale al 19 settembre del 2017 quando Orani era stato teatro di un altro fatto di sangue. Con un colpo di fucile venne ucciso Luca Carboni, 46 anni, operaio forestale conosciuto con il soprannome di Gadone. L’assassino era entrato in azione davanti a una pizzeria in via Delitala alla periferia del paese, nella circonvallazione.

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