L’allarme.

Pedopornografia, un’emergenza senza fine 

La Procura chiede il carcere per un 44enne: inviava sui social le foto delle nipotine 

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Tre operazioni in meno di nove mesi, almeno cinque persone residenti nel Cagliaritano arrestate e nove denunciate a piede libero, migliaia di file sequestrati. Dall’inizio dell’anno si sono intensificate le perquisizioni e le attività della Direzione distrettuale antimafia e della Polizia Postale contro il fenomeno della pedopornografia su internet, anche grazie a indagini internazionali che devono impegnati speciali nuclei che usano anche personale infiltrato.

L’ultimo episodio

L'ultimo episodio risale a pochi giorni fa: l’operazione «Fly Trap» ha portato all'arresto di un sessantenne di Assemini, accusato di detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico e di diffusione di file. Con lui è stato denunciato a piede libero anche un trentatreenne dopo il ritrovamento di immagini e video. Nella stessa attività sono stati scritti nel registro degli indagati altri due uomini, tutti sospettati di aver cambiato file vietati. L’attività d’indagine è stata coordinata dalla Dda di Roma e dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) dopo una segnalazione dell’Interpol che aveva utilizzato anche degli infiltrati. Alla fine la rete di pedofili sarebbe stata sgominata, identificando oltre mille persone in tutto il mondo che si scambiavano file via Telegram. L’arrestato, difeso dall’avvocato Ignazio Ballai, ha ammesso le sue responsabilità, ma è stato tenuto in carcere a Uta. Ora pende la richiesta di riesame.

Numeri in crescita

Altrettanto grave, sul piano delle accuse, il caso che si è registrati ai primi di giugno, quando un 38enne è stato arrestato oltre che per pedopornografia informatica, anche per violenza sessuale su una tredicenne. All’inizio dell’anno, poi, l’operazione «Domain Expansion» ha portato all’arresto di un cinquantatreenne e altre quattro persone denunciate a piede libero tra Cagliari e Sassari. Sequestrati oltre 21 terabyte di supporti informatici, all’interno dei quali sono stati scoperti circa duemila file con bambini. Sempre in città, poi, è finito nei guai un 44enne che fotografava di nascosto le bambine nei parchi cittadini, due erano nipoti (figlie di fratelli), usando poi le immagini per confezionare materiale pornografico virtuale da scambiare. Il gip ha disposto per lui il divieto di avvicinamento alle minori, ma la pm Rita Cariello ha fatto appello, chiedendo l’arresto. In altre tre indagini, invece, sono stati sequestrati vari supporti informatici, archivi e monitorato il trasferimento i immagini da un computer all’altro. Alla fine il conteggio dall’inizio dell’anno arriva a nove persone denunciate a piede libero solo in città. Dietro ogni file ci sono minori vittime di abuso: per questo gli agenti della Polizia Postale sono sempre al lavoro per monitorare la rete e cercare di intercettare i predatori di bambini.

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