Sicilia.

«Niscemi sta crollando, la frana è lunga 4 chilometri» 

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Si aggrava di ora in ora la situazione a Niscemi, il borgo a 332 metri in provincia di Caltanissetta. La frana, un fronte lungo ormai quattro chilometri, non solo non si arresta ma ha già costretto oltre 1.500 persone ad abbandonare le proprie case. «L'intera collina sta crollando sulla piana di Gela», avverte il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, dopo un sopralluogo con gli esperti del Dipartimento nazionale. Il costone è geologicamente instabile: molti degli sfollati non potranno mai più rientrare nelle proprie abitazioni. Ciciliano lo dice senza mezzi termini: «Bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi viveva lì ed è in corso un censimento delle persone da sostenere».

A Niscemi c’è una zona rossa, al momento off limits anche per vigili del fuoco e polizia municipale. Bisognerà aspettare «la conclusione del deflusso dell'acqua», ha detto Ciciliano. Per ora «non è possibile fare una stima dei danni». Quando le condizioni di agibilità lo consentiranno, verrà fatto anche un «focus specifico» per verificare eventuali abusi edilizi sugli edifici, «molti dei quali – sostiene il vicesindaco Pietro Stimolo – sono stati realizzati prima del 1977, quando non c'era un regime di concessioni, per questo non dovrebbero esserci situazioni di irregolarità». Alcuni sfollati ieri hanno protestato davanti al Municipio gridando «vergogna». Il governatore della Sicilia, Renato Schifani, ha assicurato che la Regione si farà carico «di un piano per ricollocare in alloggi nuovi o in altri già realizzati coloro che non hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni».

Intanto a breve potrebbero arrivare i primi aiuti. Non appena sarà perfezionata l'ordinanza di sgombero verrà attivata la procedura per fare ricorso al contributo di autonoma sistemazione (Cas), destinato alle famiglie rimaste fuori casa: 400 euro a nucleo più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese. A Niscemi, cittadina di 30mila abitanti, anche la leader del Pd, Elly Schlein: «Abbiamo già chiesto di destinare un miliardo di euro per dare sostegno alle aree colpite dal maltempo anziché usarlo in infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto». A Niscemi che stanno rivivendo l'incubo di 29 anni fa: il 12 ottobre del 1997 la gente si riversò credendo fosse arrivato il terremoto. Era una frana.

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