La senatrice.

La lezione di Segre: «Non si usi Gaza contro questa giornata» 

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L’abbraccio commosso agli altri sopravvissuti Sami Modiano ed Edith Bruck, il racconto e le domande agli studenti tornati da Auschwitz, il monito sulla legge sull’antisemitismo, la citazione attualizzata del “Grande Dittatore” di Chaplin. Liliana Segre, con la forza della sua testimonianza, è ancora una volta protagonista del giorno della Memoria.

Al Quirinale, di fronte alle alte cariche dello Stato e alla premier Giorgia Meloni, la senatrice a vita porta nuovamente la sua lezione di vita ma anche il suo sguardo lucido sull’oggi. E nel cuore di un discorso deciso e appassionato va dritta al punto: «Si può, si deve parlare di Gaza nel giorno della Memoria», scandisce. «Si può parlare di Iran, Ucraina, Venezuela e tutto ciò che chiama in causa l’umanità. Il problema è un altro: non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria».

Non si possono accettare, ammonisce, tentativi di «banalizzazione, distorsione» di quanto accaduto, o addirittura che diventi «occasione di vendetta contro le vittime di allora». Un messaggio netto che si collega a quello che il giorno della Memoria (che «non deve diventare mai un fatto routinario») «non tanto è per gli ebrei ma per tutti gli altri, perché non svanisca la memoria della nostra storia, di quanto fece l’Italia fascista di allora, la Germania nazista e molti stati europei contro le razze considerate inferiori, i più deboli e i diversi». Per non dimenticare «i carnefici ma pure coloro che si opposero».

Parole pronunciate rispondendo a quattro studenti che, dopo aver visitato Auschwitz, la intervistano nella cerimonia nel Salone dei Corazzieri al Colle. Ragazzi ai quali la senatrice sopravvissuta all’Olocausto manda anche un messaggio attuale: «Sono incredula e smarrita di fronte alle esibizioni di prepotenza allo stato puro» di leader mondiali che ricordano «Charlie Chaplin che si balocca con il mondo» nel film “Il Grande Dittatore” che «minacciano, bullizzano, rompono patti». La risposta a tutto questo, per Segre, «è l’Europa, non solo quella del mercato e della moneta ma quella che è stata concepita dai suoi padri fondatori».

A Palazzo Madama, per la cerimonia in ricordo della Shoah organizzata dal Senato, sulla legge sull’antisemitismo in esame Segre si è augurata che «si arrivi presto a una convergenza che sia la più ampia possibile».

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