Dopo l’impugnazione da parte della Regione della nuova legge sulle aree idonee, ora c’è solo la Pratobello a destare l’interesse dei comitati. Nei corridoi del Consiglio riecheggia una convinzione: dal 18 febbraio in poi ogni data è buona per la convocazione in audizione degli attivisti, in seduta congiunta delle commissioni Quarta (Urbanistica) e Quinta (Attività produttive). Dopo la conferma del presidente dell’assemblea Piero Comandini, la certezza della convocazione delle commissioni l’hanno data i rispettivi presidenti, Antonio Solinas (Pd) e Roberto Li Gioi (M5S). Quest’ultimo su posizioni più critiche: «Come ha detto Comandini, audiremo in Commissione i comitati, ma audiremo, perché lo chiedono anche le opposizioni, tutto il mondo ambientalista, ma soprattutto ascolteremo il parere di illustri giuristi e costituzionalisti per evitare che in Commissione si discuta di leggi incostituzionali a fortissimo rischio di impugnazione». Gli attivisti restano sul chi vive: «Le dichiarazioni secondo cui sarebbe imminente l'approdo della Pratobello24 nelle commissioni competenti invita tutti i Comitati alla cauta e vigile prontezza», spiega Luigi Pisci, del Comitato Sarcidano. «È passato un anno e mezzo dal deposito delle firme in Regione, ed è evidente che questo decorso non è imputabile a motivazioni di carattere tecnico. La nostra sensazione è sempre stata quella che il Palazzo ha alternato l'ostilità alla strumentalità, sempre con l'obiettivo di disinnescare, piuttosto che valorizzare questa immensa partecipazione popolare. Forse pensavano di non trovarci ancora davanti all'uscio, invece abbiamo resistito. Se da parte del Palazzo ci sarà finalmente serietà nei percorsi e nella presa in carico, i comitati come il nostro spingeranno per una collaborazione altrettanto impeccabile. Se l'obiettivo si rivelerà essere una grande operazione di disinnesco, depotenziando la Pratobello al rango di una legge 20 qualsiasi, la nostra risposta sarà ferma e severa. Se questo processo dovesse avviarsi senza impugnazione da parte della Regione della recente legge nazionale, perderebbe comunque gran parte della sua già precaria credibilità».
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