La commissione speciale sull’energia sta per nascere e non con i migliori auspici. Questo parlamentino, previsto in un ordine del giorno della scorsa estate approvato all’unanimità, dovrebbe rimettere ordine in un campo già oggetto di una delle leggi più importanti volute dalla maggioranza e dalla Giunta – le aree idonee all’installazione di impianti da rinnovabili – eppure bocciate prima dal Governo e poi dalla Corte Costituzionale. Provvedimenti nati sempre dietro impulso dell’Esecutivo, da qui la volontà trasversale in Consiglio regionale di provare a maneggiare con più cura la materia, magari attraverso una commissione ad hoc. Ad agosto, tutta l’Assemblea si era pronunciata a favore della sua istituzione. Unica condizione posta dalla minoranza: il presidente dovrà essere del centrodestra. E all’opposizione chi è sempre sembrato più adatto a ricoprire questo ruolo è il consigliere di Sardegna al Centro 20Venti Stefano Tunis. Questa soluzione non è certamente sgradita al Pd, né al presidente del Consiglio regionale Piero Comandini. Non piace invece alla presidente della Regione, né al M5S, il suo partito. Che, nelle ultime ore, sta frenando sull’ipotesi di presidenza al centrodestra e, di conseguenza, sull’opportunità di avviare i lavori della commissione stessa.
Dubbi pentastellati
Insomma, su tutte le questioni che riguardano l’energia il movimento dimostra di voler percorrere una strada alternativa a quella scelta dall’alleato democratico. Molto diverso, per esempio, è l’approccio dei due presidenti delle commissioni permanenti dove sarà incardinata la proposta di iniziativa popolare Pratobello 24. Il Dem Antonio Solinas (Attività produttive) è stato molto netto: «Presto sentiremo in audizione i comitati e gli attivisti, credo sia arrivato il tempo per affrontare questo tema. L’audizione potrebbe aver luogo entro una settimana o dieci giorni, poi affronteremo l’esame». Molto più cauto il presidente della quarta (Urbanistica) Roberto Li Gioi: «Audiremo i comitati, ma anche illustri giuristi e costituzionalisti per evitare che in commissione si discuta di leggi incostituzionali e ad alto rischio impugnazione».
Paletti
Ma di cosa si occuperà esattamente la commissione speciale mai nata? Non di legge di Pratobello, ha già chiarito il presidente Comandini («la sede istituzionale è quella delle commissioni quarta e quinta»). Forse non direttamente, ma il nuovo organo non potrà non trattare i temi delle rinnovabili e della transizione energetica. Di sicuro, la durata dei lavori non dovrebbe superare i ventiquattro mesi e il parlamentino, come indicato nell’odg, avrà il compito di «favorire il coordinamento tra istituzioni, comunità locali, operatori al fine di analizzare e proporre indirizzi e strategie riguardanti la politica energetica regionale», di «valutare l’impatto socio-ambientale e le conseguenze economiche di tutti gli asset strategici essenziali e non», e di «proporre eventuali miglioramenti normativi per sostenere la transizione energetica dell’Isola nel rispetto del territorio».
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