La presidente della Municipalità di Pirri nel mirino della sua maggioranza. «Atteggiamento verticistico e quasi autonomista», è l’affondo di nove consiglieri sugli undici che sostengono Maria Laura Manca. «Il ruolo delle commissioni permanenti oltre alla funzione centrale del Consiglio sono ridimensionati: vengono portate all’attenzione dell’aula decisioni già prese senza alcun passaggio condiviso». Questa la posizione dei consiglieri Rita Piludu, Riccardo Cabras, Fiorella Carrus, Ornella Porcedda, Andrea Locci, Eugenio Spiga, Alessandro Murgia, Giuseppe Cappicciola ed Emanuele Cioglia che hanno presentato un’interrogazione alla presidente della Municipalità. La Manca, contattata, per ora sceglie la strada del silenzio: «Grazie, non commento».
L’interrogazione
Il documento è stato firmato dai gruppi Pd, Alleanza Verdi e Sinistra e da uno dei tre consiglieri dei Progressisti (Spiga) mentre gli altri due, Riccardo Dessì e Roberta Caschili, non hanno partecipato. «Nessun attacco alla giunta Zedda o al Comune», specificano subito i nove consiglieri. «Chiediamo trasparenza interna, rispetto dell’iter amministrativo e del Consiglio». Perché, proseguono nel documento, «a due anni e mezzo dall’avvio della consiliatura, la maggioranza alla guida della Municipalità di Pirri attraversa un momento di forte criticità. Spinti dal senso di responsabilità e dal rispetto per i cittadini, abbiamo preso la decisione di mettere in luce il progressivo indebolimento dell’attività amministrativa della Municipalità, la cui causa è riconducibile alle modalità di gestione e alla costante mancanza di confronto da parte della presidente Maria Laura Manca».
Nessuna condivisione
Per i nove consiglieri di maggioranza «l’atteggiamento della presidente ridimensiona e vanifica il ruolo delle Commissioni e dello stesso Consiglio». L’ultimo episodio: la recente delibera della giunta comunale sul riassetto della macrostruttura dell’Ente. «Niente contro il sindaco Zedda o la sua giunta. Contestiamo la condotta della presidente Manca: si è limitata a una semplice comunicazione escludendo la convocazione del Consiglio per illustrare le ragioni del cambio di assetto e chiarire in che modo sarebbe stata garantita la continuità delle attività istituzionali. Assenza di dialogo a cui si aggiunge il blocco informale delle Commissioni consiliari nel mese di agosto». I consiglieri ribadiscono: «Un’interrogazione non costituisce un attacco politico né un processo, bensì un doveroso strumento di chiarezza».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
