Difesa del territorio contro le industrie belliche, nuovi impianti eolici, discariche e bonifiche sono stati al centro dell'assemblea pubblica organizzata ieri, in piazza La Marmora a Iglesias, dal Gruppo Terra Bia a Tutela del Sulcis Iglesiente, insieme al Presidio permanente del Popolo sardo. Presenti anche Warfree - Liberu de sa gherra, collettivo Malarittas, la Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica e il giornalista Mauro Pili.
Ad aprire l'incontro è stata Rita Melis, rappresentante territoriale della Rete Sarda, che ha sarcasticamente ringraziato l'amministrazione comunale per «le difficoltà che ha creato per questa iniziativa». Più tardi Mauro Pili ha specificato che «il Comune avrebbe chiesto il pagamento del suolo pubblico per l'assemblea», mentre il presidente di Warfree, Arnaldo Scarpa, ha denunciato che «una parte del nuovo Piano urbanistico di Iglesias è finalizzata a favorire l'espansione dello stabilimento Rwm», e dice «Io mi chiedo come il Consiglio comunale abbia potuto approvarla».
Pili ha quindi attaccato le politiche industriali ed energetiche del territorio, accusando «i potentati di aver accompagnato la crisi di Alcoa ed Eurallumina e criticando il Piano Sulcis». Nel mirino soprattutto i progetti eolici: «Il progetto delle 42 pale eoliche che vogliono piazzare da Carloforte sino a Pan di Zucchero devasterebbe il territorio», ha affermato. Pili ha inoltre contestato il ruolo del Comune sui progetti che interessano la costa e Monteponi, dove sarebbero previste, in quest’ultima area, 8 pale eoliche. «l'amministrazione comunale non ha presentato nemmeno un’osservazione nelle procedure di valutazione», ha sottolineato. Critiche anche nei confronti della sindaca di Villamassargia, Debora Porrà, per un parere positivo a un progetto eolico: «Ha dato un parere positivo ai petrolieri del vento – ha affermato – per un progetto devastante e visibile da qualsiasi parte del Sulcis. Un centinaio di pale eoliche circonderanno Iglesias, con la trasformazione del paesaggio di questa città in un paesaggio industriale». Altro tema centrale il progetto di bonifica della valle del Rio San Giorgio, finanziato con il Just Transition Fund. Pili ha contestato l'impostazione dell'intervento, sostenendo che «il recupero dell'alveo senza l'estrazione di piombo e zinco «rischierebbe di trasformarsi nella creazione di una nuova discarica».
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