Tortolì.

Mufloncini uccisi dai cani randagi 

Allestite le nuove trappole per catturare e trasferire il branco 

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Chi li ha visti avventarsi contro i cuccioli di muflone è rimasto impietrito. Uno sparuto branco di cani maremmani, forse in cerca di cibo, ha azzannato e ucciso alcuni piccoli esemplari che facevano parte della colonia di mufloni stanziali che vagano tra Arbatax e Porto Frailis.

Gli episodi sono accaduti durante la notte tra venerdì e ieri, nel tratto fra la scogliera della baia e la piazza, luogo ideale per i mufloni che si foraggiano di erba. Lo scorso febbraio, le femmine hanno partorito i cuccioli che sono stati loro appresso fino a quando i cani randagi non li hanno divorati. Del branco che vaga per le strade e le spiagge del borgo marinaro fanno parte otto esemplari maschi e una ventina di femmine.

In pericolo

L’incubo dei mufloni sono (anche) i cani randagi. Questi si muovono in branco e danno la caccia a esemplari adulti e agnellini che vagano sotto le stelle. Chi, due notti fa, stava lavorando nella zona ha assistito agli inseguimenti e alla cattura dei piccoli, ancora poco smaliziati per seminare i maremmani e mettersi al riparo. Difficile fare una stima degli agnellini sbranati nell’ultimo periodo. L’unica certezza è data dagli inseguimenti notturni, che avvengono sia su strade pubbliche che all’interno di proprietà private, e dall’assenza di cuccioli appresso agli adulti. Quasi non se ne vede più uno.

La difesa

L’assessorato regionale all’Ambiente coordina un tavolo tecnico aperto lo scorso gennaio per definire le attività di cattura e traslocazione dei mufloni diventati icona (anche turistica) di Arbatax. Con il Comune di Tortolì, Forestale, Forestas, Asl e Istituto zooprofilattico sono state condivise le procedure operative relative alle diverse fasi dell’intervento che comprendono il monitoraggio del branco, l’individuazione dei siti di cattura, le attività di foraggiamento attrattivo, la cattura mediante gabbie-trappola, la valutazione dello stato sanitario degli animali, il prelievo e la lavorazione dei campioni biologici per la tipizzazione genetica, l’identificazione degli esemplari e la successiva traslocazione nei siti individuati. «L’obiettivo è tutelare la sicurezza dei cittadini, il benessere degli animali e l’equilibrio ambientale del territorio», hanno spiegato dal coordinamento del tavolo. Intanto, prosegue il costante monitoraggio dei mufloni da parte della Forestale tra le trappole allestite al parco Batteria e all’altezza della proprietà Jana.

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