Roma. Sarebbe partito da Michele Senese, sette anni fa, il via libera all’uccisione di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik: ne è persuasa la Procura di Roma, su ordine della quale carabinieri e polizia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone, legate al clan di stampo camorristico dei Senese. Tre sono accusate di avere organizzato il raid mortale nel Parco degli Acquedotti, dove Piscitelli venne freddato con un colpo d’arma da fuoco alla testa mentre si trovava seduto su una panchina. Il gip contesta il metodo mafioso.
Per i magistrati della Dda Michele Senese, detto 'O pazz , da oltre dieci anni detenuto in carcere: il boss avrebbe fornito il «preventivo assenso determinante» all'eliminazione dell'ex leader degli Irriducibili della Lazio.
Il movente
Per magistrati e investigatori l'omicidio sarebbe stato funzionale agli interessi dell'organizzazione criminale, con l'obiettivo di riaffermare l'autorità del clan nei confronti di un affiliato divenuto ormai autonomo nella gestione del traffico di stupefacenti e ingombrante. Nell'ordinanza, composta da quasi 800 pagine, il gip ricostruisce il contesto criminale in cui maturò il delitto che, secondo il giudice, ha «determinato un utile risultato per il clan Senese, essendo stato ribadito l'obbligo, da parte dei soggetti protetti o contigui all'associazione, di versare una parte dei loro guadagni illeciti alla compagine criminale ed essendo stato eliminato un personaggio ormai rivale nel narcotraffico».
Gli arrestati
Tra i destinatari della misura cautelare c’è anche Leandro Bennato: sarebbe stato lui a deliberare l'eliminazione di Piscitelli, considerato un concorrente scomodo nel mercato della cocaina e un ostacolo all'espansione degli interessi criminali nell'area della Tuscolana. Il giorno dell'omicidio, secondo l'accusa, avrebbe accompagnato fino alla zona dell'esecuzione il presunto sicario, Raul Esteban Calderon, che è stato assolto dalle accuse nel processo di appello. Un ruolo centrale sarebbe stato svolto anche da Alessandro Capriotti, descritto dagli inquirenti come broker della cocaina e uomo di collegamento nell'organizzazione del delitto. Sarebbe stato lui a fissare l'appuntamento fatale con Piscitelli attirandolo sulla panchina del parco di via Lemonia dove il killer, travestito da runner, era già pronto a colpire. L'ordinanza descrive gli arrestati come «soggetti di elevatissima caratura criminale».
Il “prestigio” di ‘O Pazz
Michele Senese? Un boss dal “prestigio” riconosciuto: il gip cita un’intercettazione da cui emerge che 'O pazz , tra il 2011 e il 2012 detenuto ai domiciliari in comunità, «aveva la fila di gente che aspetta per parlare» con lui. Allarmante, secondo il giudice, il quadro emerso dagli approfondimenti investigativi successivi all'omicidio: solo i recenti arresti hanno scongiurato «ulteriori fatti di sangue». Il gip richiama inoltre la contrapposizione tra il gruppo degli albanesi riconducibile a Elvis Demce e quello facente capo a Giuseppe Molisso e Leandro Bennato sotto l'egida dei Senese.
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