Ghilarza.

Meta censura Gramsci sui social 

Vietato promuovere l’evento per il centenario dell’arresto: viola la regole 

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A cento anni dall’8 novembre 1926, giorno in cui Antonio Gramsci venne arrestato, una nuova censura si presenta stavolta generata da un algoritmo. Meta ha infatti bloccato la campagna di promozione social dell’evento commemorativo organizzato a Ghilarza dalla Fondazione Gramsci con l’associazione Perda Sonadora e a Cabudanne de sos Poetas. Un episodio che va oltre l’«errore di sistema», sollevando nel paese del Guilcier un interrogativo sulla gestione della memoria storica e del dibattito pubblico sui colossi del web.

Il caso

Dunque, l’ombra della censura si allunga proprio sulla memoria di chi fu privato della libertà. Per domenica 8 novembre, alle 18 alla Torre aragonese, è in programma l’evento che vedrà l’attore Valentino Mannias leggere alcuni passi tratti dalle “Lettere dal carcere”. Impossibile promuovere a pagamento l’evento sui social. Da Meta l’invio di una prima mail di rifiuto dell’inserzione. «Sembra che tu stia pubblicando un’inserzione sui temi sociali, elezioni o politica nell’Unione europea. Questo viola i nostri standard pubblicitari in materia di inserzioni sui temi sociali, elezioni o politica». Dalla Fondazione non si arrendono e chiedono il controllo dell’inserzione. La risposta è perentoria: «In seguito al controllo delle tue attività pubblicitarie abbiamo stabilito che continuano a non rispettare le nostre normative». A richiesta di ulteriori delucidazioni, viene chiarito che il nome di Antonio Gramsci è automaticamente associato dal sistema a discussioni su ideologie politiche o storia sociale.

La polemica

«A 100 anni dall’arresto, Gramsci fa ancora paura. È stato arrestato violando i suoi diritti di deputato, lo hanno messo in galera per le sue idee e ancora adesso lo rinchiudono per le sue idee», dichiara la presidente della Fondazione Casa museo Caterina Pes. E aggiunge: «Sono sconcertata. Censurare l’italiano più letto al mondo dopo Dante è assurdo. Gramsci non è solo un pensatore politico, è un monumento dal punto di vista morale ed etico. Come ci si può permettere di metterlo al pari di qualsiasi altro figurante politico contemporaneo? Le sue riflessioni filosofiche dovrebbero essere conosciute da tutti». Piera Fadda, direttrice della Casa Museo aggiunge: «È incredibile vedere come si tenti di soffocare la libertà in ogni suo aspetto. Ma i limiti rappresentano una ragione in più per lottare: è necessario continuare a dare voce al diritto inalienabile di pensare e parlare liberamente».

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