Il focus

Nel deserto di Bidonì: il prete è a mezzo servizio e manca anche il sindaco  

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Strade desolatamente vuote. Le case in pietra guardano verso l’Omodeo avvolte in un silenzio inquietante. Bidonì sembra un paese fantasma: persino il parroco è part time e non c’è nemmeno il sindaco. Triste primato di uno dei centri più piccoli dell’Isola che, con 108 abitanti, cerca di resistere a un destino già segnato con il deserto di servizi e pochi bambini a disegnare il futuro.

I servizi

Da queste parti manca tutto, o quasi. Non c’è un medico né una farmacia, niente ristorante e pizzeria, l’ufficio postale ha chiuso una cinquantina di anni fa, le scuole nel 1992. Non c’è un’edicola, il giornale però arriva ogni giorno grazie a un allevatore che va ad acquistarlo a Sorradile e lo mette a disposizione nel bar, unica attività e punto di ritrovo del paese. Anche la chiesa di San Giovanni Battista è chiusa. «Celebro messa soltanto la domenica per una ventina di fedeli» spiega don Antonello Cattide, sacerdote multitasking che si divide fra le parrocchie di Bidonì, Sorradile, Nughedu Santa Vittoria e Ardauli. «Faccio la spola da un paese all’altro, Bidonì è certamente il più piccolo ma una volta alla settimana cerco di stare in mezzo ai fedeli – spiega – d’estate facciamo attività nei novenari, d’inverno è più complicato». Non esiste nemmeno il catechismo, i pochi bambini rimasti devono spostarsi nei centri vicini. «Il problema vero è l’assistenza sanitaria, soprattutto per gli anziani - sottolinea – se deve arrivare un’ambulanza fra viabilità carente e distanza, la situazione si fa critica». Don Cattide però è fiducioso, ripete che il paese è ben strutturato «c’è persino la biblioteca e diverse aziende agricole». Ma sono rimasti al palo progetti come il Museo de sa majarza e l’albergo diffuso.

Amministrazione

Non aiuta il clima di rassegnazione che cinque mesi fa ha spinto gli ex amministratori ad alzare bandiera bianca. Nessuno si è candidato alle elezioni amministrative del giugno scorso, in Municipio è arrivato un commissario straordinario. La ex sindaca Ilaria Sedda, dopo due mandati consecutivi, ha scelto di prendersi una pausa e così anche gli altri cinque componenti della squadra di governo. Nessuno ha voluto mettersi in gioco e non c’è stata un’alternativa. La ex prima cittadina però non ha mai chiuso completamente la porta, consapevole della carenza di servizi ma anche delle potenzialità del suo paese. «Fra qualche tempo, con nuove leve potrò impegnarmi ancora» aveva rassicurato i concittadini.

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