Sanità.

Medici di base, pochi e distribuiti male 

Sulla carta in provincia “solo” 17.528 persone senza cure, nella realtà è emergenza 

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Le sedi carenti non sono una sorpresa: in provincia di Oristano il problema dei medici di base scoperti è cronico. La novità è che adesso c’è un atto ufficiale che prova a mettere ordine: la delibera della direttrice generale dell’Asl 5, Grazia Cattina, che definisce per il 2026 la mappa delle carenze e, insieme, apre alla mobilità interna dei medici già in servizio. Un tentativo di redistribuire le forze prima di dichiarare definitivamente vacanti le sedi.

La suddivisione

Il territorio provinciale è organizzato in tre distretti sanitari (Oristano, Ghilarza-Bosa e Ales-Terralba) suddivisi in dieci ambiti territoriali (dal 1.1 al 3.3). È su questa articolazione che viene calcolato il fabbisogno dei medici di medicina generale nel nuovo modello di “assistenza primaria a ruolo unico”, che unifica i medici titolari scelti dai cittadini (massimale ordinario fino a 1.500 assistiti) e i medici a ciclo orario, incaricati su base oraria per coprire zone scoperte. In teoria, una formula più flessibile. In pratica, i numeri raccontano una provincia disomogenea. In provincia i residenti sopra i 14 anni sono 136.528. Le sedi complessivamente previste sono 145, le carenze individuate 64. Se, come dicono dall’Asl, solo 5 medici non raggiungono il massimale di 1.500 pazienti ma di mille, sulla carta 119mila oristanesi dovrebbero avere le cure di base.

Il capoluogo

Una delle situazioni più controverse si registra nell’ambito 1.3 – Oristano , Santa Giusta e Palmas Arborea – dove vivono 36.149 residenti over 14. Qui le sedi previste sono 35, 15 risultano carenti. Il dato colpisce perché, calcolatrice alla mano, con oltre 36mila residenti sopra i 14 anni e un massimale teorico di 1.500 assistiti, basterebbero circa 24 medici a pieno carico per coprire il bacino. Le sedi programmate sono 35, quindi superiori alla soglia minima teorica. Dall’Asl precisano che «cinque medici in tutto operano con massimale ridotto a 1.000 assistiti e hanno sede proprio in questo ambito», riducendo la capacità effettiva. Ma anche considerando questo fattore, il rapporto tra popolazione e sedi previste non rende intuitivo un numero così alto di ambulatori vacanti.

Ghilarza-Bosa

Oltre il capoluogo, il confronto che più sorprende riguarda due ambiti confinanti nel distretto Ghilarza-Bosa. Il 2.2 comprende l’area del Montiferru e Planargia, con comuni come Cuglieri , Scano Montiferro e Sennariolo : 7.574 residenti sopra i 14 anni, sette sedi previste e una sola carenza (quindi sulla carta dovrebbero essere assicurate cure per 9mila persone). L’ambito 2.3 copre invece i centri di Bonarcado , Paulilatino , Santu Lussurgiu e Seneghe con 7.386 residenti over 14, anch’esso sette sedi previste ma sei carenze (sempre sulla carta solo 1.500 hanno assistenza). Infine il distretto 2.4 ( Bosa - Montresta ) con sei medici operativi dovrebbe soddisfare abbondantemente le richieste dei 7.126 residenti.

Ales-Terralba

Critica la situazione nel Terralbese. Nell’ambito 3.1 ( Arborea , Marrubiu , San Nicolò Arcidano , Terralba e Uras) i residenti sopra i 14 anni sono 22.919. Le sedi previste sono 22, ma 13 risultano carenti. Non così invece nel distretto 3.2 (15 centri tra cui Laconi , Ales , Assolo , Asuni , Mogorella ) su 8 sedi previste solo due sono carenti: questo vuol dire che i 7.399 abitanti dovrebbero avere tutti un medico (e in teoria potrebbero anche occuparsi di altri 1.500 abitanti).

La delibera

Ora la delibera della direttrice dell’Asl prova a intervenire con la mobilità intra-aziendale, consentendo ai medici con almeno due anni di incarico di spostarsi in provincia. La distribuzione che emerge – ambiti gemelli con carenze opposte, territori dove oltre metà delle sedi restano scoperte – mostra che il problema non è solo quanti medici ci sono, ma dove sono e come vengono collocati.

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