Non si fermano le polemiche sul sit di Cala Finanza con una decina tra mamuthones e issohadores di Mamoiada coinvolti nella manifestazione contro gli investimenti sardo brasiliani davanti all’isola di Tavolara. Il sindaco di Mamoiada, Luciano Barone, non solo ha preso le distanze dalla manifestazione ma rispondendo ai commenti sui social ha ribadito la sua posizione: «Per chi ancora fa fatica a capire da che parte sto, non posso che dire che io sto da una parte sola e quella parte è quella della terra che mi ha dato i natali. E lo faccio con amore non con la bava alla bocca cercando nemici ovunque da poter abbattere. Cerco di ricambiare prendendomene cura tutti i giorni a partire da piccoli gesti quotidiani recuperando quello che l'umanità consuma, rifiuta e spesso abbandona nei luoghi che chiama terra sarda. E questa mia quotidianità di dedizione e cura costante va avanti nonostante lo scherno e il disprezzo o le mai concluse campagne elettorali sempre utili a palesare la pochezza di ognuno. Chi vuole venga pure a trovarmi e così potrà condividere con me un po' di questa mia quotidianità. Per chi si svilisce ricorrendo a commenti sessisti credo non ci sia bisogno di commentare oltre».
L’ultimo riferimento è a una dichiarazione di una esponente di Surra che rispondendo alle osservazioni di Barone aveva contro argomentato segnalando l’utilizzo delle maschere di Mamoiada “come puttane a ore” per iniziative turistiche e commerciali. Va detto, una valutazione condivisa da tanti sui social. Altri commenti, invece, con insulti e minacce, potrebbero avere degli strascichi penali.
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