Tensioni e scontri, ieri sera, a Bologna dopo il presidio pacifico in piazza del Nettuno per la morte di Abderrahim Fakir, con il lancio di bombe carta e le cariche della polizia contro un gruppo di antagonisti. Undici le persone ferite tra manifestanti e poliziotti. La manifestazione era cominciata con la piazza gremita e l’intervento commosso della nipote di Abderrahim Fakir, per chiedere «giustizia, verità e dignità» per il 42enne morto domenica al quartiere Pilastro durante l’intervento della polizia.
La sorella di Fakir, poco prima di prendere la parola, non ha retto all’emozione ed è svenuta. Poi la tensione sale: diversi momenti di contatto, calci, manganellate e poi le cariche, col tentativo di disperdere la folla con lacrimogeni e idranti andato avanti fino a tarda sera con un ultimo gruppo di attivisti protagonista di atti vandalici in centro. La famiglia della vittima si dissocia.
Decreto sicurezza
La norma dello “scudo penale”, contenuta nell’ultimo Decreto sicurezza targato centrodestra, viene utilizzata adesso per la morte di Abderrahim Fakir. Per chiarire le cause del decesso la Procura guidata da Paolo Guido ha iscritto un procedimento con il “modello 45 bis”. Si tratta di sei persone: i due poliziotti e i quattro operatori sanitari che appaiono nelle immagini del video che ha fatto il giro del mondo, con Fakir steso a terra ammanettato e i due agenti sopra di lui che lo tengono fermo: il capopattuglia ha 5 anni di servizio, l'altro due.
L’intervento del ministro
Ieri sera al Tg1 il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha sottolineato che quello applicato agli agenti «non è uno scudo penale, ma la giusta collocazione di un caso attraverso l'iscrizione in un registro apposito, voluto da una legge del governo Meloni: riguarda persone che sembrano aver partecipato a un fatto con la presenza di una causa di giustificazione».L'ipotesi di reato è omicidio colposo. Nel video si vedono anche alcuni cittadini, in particolare uno che aiuta gli agenti a bloccare le gambe di Fakir, ma al momento nei loro confronti non risultano iscrizioni. Gli accertamenti che la Procura ha avviato, affidandoli alla squadra mobile, «terranno conto dell'intero sviluppo dei fatti», cioè «di una ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete», ha spiegato Guido.
La ricostruzione
Quando hanno chiesto aiuto al 118, i poliziotti intervenuti in via Svevo, avrebbero segnalato un uomo alle prese con una crisi psichiatrica. Sul posto hanno usato lo spray al peperoncino per neutralizzare Fakir, prima di bloccarlo a terra, ma l'uomo aveva ferite sul capo e sul volto. Come se le sia procurate è uno degli aspetti che andranno chiariti. L'autopsia sarà fondamentale per comprendere come è morto il 42enne: il pm Domenico Ambrosino e il procuratore Guido oggi affideranno una consulenza a un pool di specialisti. «Ho accettato l'incarico di avvocato della famiglia Fakir dai suoi parenti. Spero di non rivedere un film già visto. Ma le indagini sull'attuale vicenda, come la Cedu richiede, andrebbero fatte da un Corpo autonomo e non dallo stesso a cui appartengono le persone coinvolte», ha detto all'Ansa l'avvocato Fabio Anselmo, che come legale ha affrontato casi come quello di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
