Un progetto in standby. Il piano di rilancio da 10 milioni di euro per Marina Piccola, proposto dalla Motomar Sarda che dal 1994 gestisce i servizi del porto, è stato respinto prima dal Comune e dalla Regione, quindi dal Tar che ha detto no al ricorso presentato dalla società. La cui proposta prevede, oltre a una serie di massicci interventi sul porticciolo, anche la nuova concessione (della durata di 50 anni) per gestire tutta l’area.
La data di scadenza dell’attuale concessione è il 30 settembre 2027. Senza novità sul ricorso, Motomar Sarda dovrà lasciare Marina Piccola e partecipare alla gara pubblica per la gestione. «I nostri legali stanno valutando, in base alle motivazioni, il ricorso al Consiglio di Stato», anticipa Gianni Onorato, titolare della Motomar Sarda.
Che rilancia: «Se dovesse passare il nostro progetto, si andrebbe a gara internazionale europea. Chi offre di più e chi dà maggiori garanzie, dal punto di vista finanziario e di know-how, vincerebbe l’appalto del porto. Però si andrà a bando, quindi non è che faccio il progetto e lo realizzo da solo. Ovviamente, nel caso, parteciperei alla gara, ma il mio interesse è che passi l’idea che abbiamo illustrato di trasformazione del porto. A prescindere che venga poi realizzato da un’altra società».
Il restyling
La Regione e il Comune hanno detto no al piano di rilancio spiegando, fra le varie motivazioni, come ci sia l’obbligo legale di selezionare il nuovo concessionario con gara pubblica. I legali della Motomar Sarda, Giovanni Maria Lauro e Stefano Ballero, avevano presentato il ricorso al Tar (quello appena respinto) contro il mancato via libera al project financing, che prevede alcuni interventi fra cui la sostituzione di tutti i pontili, il rifacimento di camminamenti, lastricati e percorsi, la sostituzione delle torri faro, il dragaggio dei fondali e il sollevamento delle banchine.
«Voglio che Marina Piccola sia ancor di più il salotto buono della città», specifica Onorato. «Ha bisogno di un intervento: sono passati più di 50 anni da quando è stato costruito, da quando siamo entrati a giugno 1994 abbiamo già effettuato ingenti investimenti e questo progetto permetterebbe di riqualificare tutto il porticciolo, anziché fare semplici interventi minimi».
L’area
Un pontile fisso, 8 galleggianti, 350 posti barca, ristoranti e cantiere nautico: tutto questo è il porticciolo di Marina Piccola, fra i punti più caratteristici di Cagliari e inserito tra la Sella del Diavolo e la spiaggia del Poetto. Realizzato negli anni Cinquanta, fino al 1986 ospitava anche alcune costruzioni poi demolite.
All’interno, hanno sede anche la Lega Navale, lo Yacht Club e il Windsurfing Club. Nella parte esterna al porticciolo, invece, appena dopo la fine dei parcheggi si trovano i bagni pubblici, la cui competenza è del Comune.
Le difficoltà
Negli anni, si sono susseguiti numerosi interventi di riqualificazione. Ora ci sarebbe pure bisogno di qualche riparazione, anche alla luce del ciclone Harry di gennaio che ha pesantemente danneggiato alcuni punti. Su tutti uno, appena fuori dal porticciolo: il pontile alla fine della passeggiata, letteralmente distrutto dalla mareggiata e inagibile fin dai giorni della tempesta.
Meno visibili, ma altrettanto danneggiati, il pontile E (uno di quelli galleggianti, a sua volta interdetto) e quello destinato al rifornimento carburanti. In più, la furia dell’acqua ha mosso diversi massi frangiflutti. «Non avevo mai visto, in 32 anni che dirigo il porticciolo, un evento del genere», ricorda Onorato. «I massi sono da 2-3 tonnellate, ora hanno il potere di frangere i flutti ridotto del 40%. Si corre il rischio, in caso di un altro ciclone, di fare la fine del porto di Rapallo: per questo bisogna intervenire subito».
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