Villacidro.

Marchio di qualità alla Sagra delle ciliegie 

Il premio consegnato a Montecitorio dall’associazione dell’Ente Pro Loco italiane 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

La Sagra delle ciliegie di Villacidro entra ufficialmente tra le eccellenze italiane della tradizione popolare, dell’enogastronomia e della cultura, grazie al “Marchio di qualità” assegnato dall’Ente Pro Loco italiane (Epli). La premiazione è avvenuta a Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, dove la delegazione della cittadina del Linas ha ritirato l’attestato. È un riconoscimento prestigioso che premia l’impegno della Pro Loco, il lavoro di oltre cento produttori di ciliegie, soprattutto valorizza una delle storiche manifestazioni, che a maggio festeggia la 52esima edizione.

La sagra

L’appuntamento è inserito nel programma più ampio di ViviVerde con Ciliegeti Aperti, un’iniziativa che ogni anno richiama migliaia di visitatori e rappresenta una delle principali rassegne dedicate alla valorizzazione delle produzioni agricole e delle tradizioni popolari. Soddisfatto il sindaco, Federico Sollai: «Il premio è motivo di orgoglio per tutta la comunità, testimonianza di una rassegna che si è distinta per qualità organizzativa, autenticità, sostenibilità, radicamento nel territorio, cultura e tradizioni, rafforzando il legame con la terra e i suoi frutti. È stata fondamentale la collaborazione tra Pro Loco e Comune, associazioni e cittadini, un lavoro di squadra che va avanti da decenni fino a oltrepassare i confini regionali». Il presidente della Pro Loco, Giovanni Nurchis, commenta: «È uno degli appuntamenti più significativi del calendario sardo, straordinaria occasione per far conoscere la qualità delle nostre produzioni agricole, a partire dalle ciliegie, vetrina di promozione. Ricevere il premio non è solo motivo di orgoglio: incoraggia a proseguire sulla strada tracciata, uno stimolo in più per migliorare l’organizzazione».

Il lavoro

L’inserimento della Sagra nella certificazione nazionale compensa anche i produttori. «Una gratificazione in più – ricorda Salvatore Mandis – dopo l'iscrizione della nostra Cerexia barracocca nel Repertorio regionale dell’agrobiodiversità, curato da Laore, e poi nella lista del ministero dell'Agricolturala come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (Pat). Oltre un secolo di storia racchiuso in un tesoro custodito da generazioni di cittadini nei loro ciliegeti». Valerio Piras si sofferma sulle difficoltà da affrontare in questo settore: «L’attestato di qualità è uno stimolo a continuare a crederci: se restiamo fermi, addio alle ciliegie. In passato bastava un solo trattamento contro i parassiti, ora non più. Ai nostri giorni la produzione è fortemente minacciata dai cambiamenti climatici e da moscerini invasivi, è nostro dovere proseguire uniti, ciascuno come può, sul percorso dei nostri avi che negli anni hanno custodito un patrimonio, oggi di qualità nazionale».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi