Arzachena.

Maltrattamenti sulla mamma di Ragnedda, c’è un supertestimone 

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La Procura di Tempio ha formalmente aperto un fascicolo sui fatti denunciati da Nicolina Giagheddu. La madre di Emanuele Ragnedda, l’uomo che ha confessato l’omicidio di Cinzia Pinna, ha depositato nei giorni scorsi una denuncia che segue a un precedente esposto presentato nel gennaio scorso. La donna ha firmato un atto con il quale chiede che si indaghi su presunti atti di violenza fisica e morale attribuiti al marito Mario Ragnedda, avvenuti (a dire di Nicolina Giagheddu) nell’arco di quasi 40 anni, in pratica per quasi tutta la durata della relazione con il compagno (arrivata di recente al capolinea). Le avvocate della donna, Angela Corda e Lia Deiana, hanno allegato alla denuncia foto, chat, certificati medici, filmati e un precedente esposto presentato dalla presunta vittima dei maltrattamenti. Nella denuncia si parla delle richieste di aiuto che Nicolina Giagheddu avrebbe fatto a diverse persone, anche con biglietti e messaggi sui sociali. Circostanze documentate e indicate con data e precisi riferimenti fattuali. La donna parla anche della disponibilità di un’arma da parte del marito.

Le indagini sono state affidate al personale della Polizia di Stato, dovrebbe occuparsi del caso gli investigatori del Commissariato di Porto Cervo. Un dato interessante, stando ai pochi elementi che trapelano in queste ore, è l’esistenza di una super testimone che potrebbe essere sentita a breve. Come appare altamente probabile una convocazione in Procura, a breve, della presunta vittima.

Mario Ragnedda, difeso dagli avvocati Giuseppe Mocci e Gabriele Satta, ha annunciato una denuncia per calunnia. (a. b.)

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