Pirri.

L’università che unisce le generazioni 

Ripartono i corsi dell’ateneo della Terza Età: l’anno scorso raggiunti i 370 iscritti 

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C'era un bisogno che nessuno aveva davvero misurato: quello di un luogo dove le persone, giovani e anziani potessero incontrarsi, imparare qualcosa di nuovo, sentirsi parte di una comunità. A scoprirlo, quasi per caso, sono stati i promotori dell'Università della Terza Età di Pirri. Nata nel 2023 come progetto intergenerazionale, l'idea si è trasformata presto in qualcos'altro. Registrato ufficialmente il 24 dicembre 2025, il progetto avvia i primi corsi in ritardo, a febbraio. Oggi l'Università riparte per il secondo anno, con una sede nuova e un'offerta ancora più vasta.

La sfida

A raccontare la nascita del progetto è Andrea Angotzi, presidente di Ateneo e coordinatore dei corsi. «L'idea prende piede all'interno dell'ente Generazioni – Ateneo del Terzo Tempo. Arrivavamo da un'esperienza a carattere educativo e puntavamo a creare una struttura che si occupasse di progetti intergenerazionali». L'Università della Terza Età fa oggi parte del Patto educativo di comunità di Pirri: «Abbiamo percepito la necessità delle persone anziane di avere dei luoghi di ritrovo, socializzazione e stimolo. Non ce lo aspettavamo in maniera così importante», aggiunge.

Il successo

I numeri, del resto, parlano chiaro. «Partendo in ritardo, ci aspettavamo al massimo una sessantina di iscritti, come le altre piccole università della terza età», racconta. «Il numero è stato invece stravolto: all'inizio eravamo quasi in crisi organizzativa». Alla fine del primo anno gli iscritti erano 370, l'85% over 65, il 90% residenti a Pirri: numeri raggiunti con 51 corsi attivati, oltre a iniziative seminariali ed escursioni.corsi saliranno a 64, con nuove candidature di docenti, anche volontari, e proposte più di nicchia. «Ci aspettiamo iniziative sempre più trasversali e innovative», aggiunge Angotzi, «ma soprattutto che l'università diventi un luogo di incontro anche al di fuori dei corsi stessi». Tra gli obiettivi, anche quello di favorire lo scambio tra generazioni diverse, seguendo la dinamica del mutuo scambio: «Immaginiamo l'adolescente che aiuta l'anziano a usare uno strumento digitale, e l'insegnante in pensione che aiuta un ragazzo a studiare».

La collaborazione

Le iscrizioni per i corsisti dello scorso anno sono ripartite dal 24 agosto, mentre dal 7 settembre si aprono quelle per i nuovi studenti. La nuova sede si trova in via Santa Maria Chiara 23, e le lezioni continueranno ad essere ospitate anche nelle aule dell'istituto omnicomprensivo Pirri 1 e 2, guidato dal dirigente Valentino Pusceddu: una collaborazione che Angotzi definisce «decisiva per l'intero progetto».Soddisfazione arriva anche dalla presidente della Municipalità di Pirri Maria Laura Manca: «Il grande interesse registrato nel primo anno ci ha dimostrato quanto fosse necessario uno spazio di questo tipo. L'avvio del secondo anno rappresenta per noi un risultato importante e, soprattutto, la conferma della bontà di un progetto nel quale abbiamo creduto fin dall'inizio», spiega. «L'obiettivo non è soltanto offrire un programma ricco di corsi, ma creare un luogo di incontro, partecipazione e socialità, capace di contrastare la solitudine e valorizzare conoscenze ed esperienze. Investire nell'università significa investire nelle persone e nella qualità della vita del territorio, con politiche di lotta alla solitudine attraverso cultura, socialità e legami di vicinato».

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