Poetto.

L’Ottagono tra le dune, ma lavori ancora fermi: «Serve l’autorizzazione» 

Il titolare dello stabilimento Riccardo Angelo: «Per certi interventi sono necessarie le macchine» 

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«Sta piovendo sul bagnato». Riccardo Angelo, titolare dell’Ottagono, stabilimento balneare del Poetto, appare quasi rassegnato dal maltempo che non concede tregua e che continua a creare disagi sul lungomare. «Abbiamo iniziato a sistemare dopo il passaggio del ciclone Harry, ma ora lo stabilimento è nuovamente allagato», prosegue, «abbiamo stimato circa 200mila euro di danni. Il grosso è dovuto alle mareggiate e al vento di gennaio, ma ne abbiamo avuti anche in questi giorni».

La sabbia

Sulla spiaggia c’è ancora tanto da rimettere a posto, a partire dalla sabbia: «È finita ovunque: sotto le cabine, dentro le aiuole e sopra i marciapiedi», racconta Angelo. Spalata con vanghe e carriole, della sabbia restano al momento le dune davanti al bar e alle cabine dello stabilimento: «Per ripianare l’arenile eravamo pronti ad intervenire anche con una ruspa, ma il Corpo forestale ci ha bloccato i lavori. Stiamo aspettando la firma di un decreto con delle linee guida perché tutta la sabbia che è arrivata dopo le mareggiate è anomala».

Tra maltempo e l’attesa dell’autorizzazione, i lavori all’Ottagono restano fermi: «Ci sono determinati interventi che l’uomo non può fare», spiega, «è necessario l’utilizzo delle macchine, ma se non ci autorizzano a usarle non possiamo fare niente. Ci sono cabine che si sono spostate anche di 20-30 metri dalla posizione iniziale. Quelle purtroppo non le puoi spostare a mano, c’è bisogno di un aiuto meccanico».

Verso l’estate

Il maltempo di questi ultimi giorni non aiuta: «Sta piovendo sempre», aggiunge il titolare dell’Ottagono, «quindi l’acqua sta trovando nuove vie e crea nuove infiltrazioni. Attualmente prevale l’ansia e un po’ di malumore perché ci stiamo impegnando per rimettere a posto e poi torna tutto come prima».

In vista dell’estate però resta l’ottimismo: «Il tempo per risistemare tutto c’è. Noi iniziamo nei primi giorni di giugno, poi logicamente dipenderà tutto dal tempo. Continua a piovere da due mesi e la sabbia non si è ancora asciugata. Così diventa tutto più complesso», conclude.

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