«Ho sentito un piccolo colpo sulla testa. Ha portato le mani sul capo e mi sono ritrovato in mezzo ad un grosso pino, senza possibilità di muovermi». Andrea Scroccu, 60 anni, collaboratore scolastico di Muravera in servizio all’istituto alberghiero-professionale Giuseppe Dessì di Villaputzu, sa bene di essere un miracolato: «Sarebbero bastati cinque centimetri e quell’albero mi avrebbe schiacciato. Per fortuna ad essere schiacciate alla fine sono state solo le mie gambe».
In ospedale
Disteso su un lettino dell’ospedale Brotzu di Cagliari (ne avrà almeno per tre mesi, dopo una prima operazione al femore ne dovrà affrontare un’altra tra qualche settimana) ricostruisce quei momenti. «Stavo prendendo servizio, erano circa le 13. C’era una bufera di vento incredibile, forse una tromba d’aria. Stavo entrando a scuola. Non mi sono accorto che il pino stava cadendo. Mi sono reso conto di quello che stava succedendo dopo qualche secondo. Mi son ritrovato per terra, travolto dal pino. Ho provato ad alzarmi, avevo dolori lancinanti». Ad accorgersi del dramma che si stava consumando i docenti del Dessì, l’istituto alberghiero che si trova all’ingresso nord di Villaputzu. Docenti che sono subito accorsi e hanno cercato di fare il possibile.
I soccorsi
«Mi hanno messo al riparo la faccia – racconta ancora Scroccu – per evitare che foglie e altri rametti mi finissero negli occhi e hanno iniziato a chiamare i soccorsi. Il problema era che non c’era rete telefonica. Alla fine sono arrivati i vigili del fuoco e un’ambulanza. Ero sotto da due ore ma non mi rendevo conto del tempo». Una volta estratto da sotto il grande pino gli hanno somministrato della morfina per attenuare i dolori. E poi via, di corsa, verso il Brotzu. Ma sarà difficile dimenticare quanto accaduto giovedì. «Mi sono messo in viaggio da Muravera come ogni giorno per raggiungere la scuola, a Villaputzu. Il percorso obbligatorio, da quando il guado rialzato sul Flumendosa è chiuso, è quello tra la nuova e la vecchia 125. Durante il tragitto le auto andavano a zig zag per evitare i rami che iniziavamo a cadere sulla strada”. Vicino a Quirra “ deu sin di scampidi (Dio ce ne scampi), c’era una bufera di vento impressionante. Ecco, mi chiedo perché non è stata diramata l’allerta rossa. Era una giornata in cui tutti sarebbero dovuti stare a casa. Una giornata in cui le scuole sarebbero dovute restare chiuse. In quel caso anche io sarei rimasto a casa e non avrei rischiato la vita. La cosa che mi fa piacere è la manifestazione di affetto da parte di una intera comunità del Sarrabus. Tutti, a partire dalla dirigente scolastica e dai docenti, mi sono stati vicini. Il mio telefono sta impazzendo dalle tante chiamate. Spero presto di poter ringraziare tutti di persona, non appena mi dimetteranno».
Maltempo e danni
La conta dei danni si farà soltanto quando il maltempo concederà una tregua, ma Coldiretti parla di annata compromessa per la produzione di agrumi nel Sarrabus e nel Medio Campidano. Danni gravissimi anche a Samassi nei carciofeti. Coldiretti ha chiesto ai sindaci dei territori interessati l’attivazione delle procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale.
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