La tragedia

L’addio di Francesca: «Ciao uomo di mare, il tuo sorriso un faro» 

Arbatax, la sorella scrive al capitano morto nel naufragio della sua barca 

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In una foto Francesca guarda verso il mare, all’orizzonte c’è una piccola barca con la vela bianca.

Francesca Morlè ha scritto una lettera al fratello Antonio. «Ciao Antonio, uomo di mare, padre affettuoso, fratello, amico sincero. Non sappiamo quale forza e quale destino abbia cercato di allontanarti dalle nostre vite, ma quale essa sia non riuscirà mai a strapparti dalla nostra anima». Da giorni la casa Morlè è meta di un incessante pellegrinaggio. Le famiglie che il mare unisce e divide. Uomini salpano al mattino, donne che aspettano il ritorno. Un rituale immutato nei millenni.

Sospese

Ieri mattina le ricerche di Antonio Morlè, 53 anni e Enrico Piras (63), vittime del naufragio di mercoledì, sono state sospese. Vento e pioggia continuano a flagellare la costa, dopo solo un giorno di bonaccia. Le immersioni riprenderanno domani. C’è una missione da compiere, due corpi da portare a riva. Dare alle famiglie una tomba su cui piangere.

Le motovedette di Circomare al comando di Mattia Caniglia hanno perlustrato la zona intorno a cui è stato ritrovato l’Epirb, il dispositivo di emergenza che segnala la posizione dell’imbarcazione.

Per il suo Antonio, Francesca ha un sacco pieno di buone parole. «Il tuo sorriso, la tua bontà d'animo daranno luce ad illuminare il sentiero buio; saranno un faro al quale rivolgeranno lo sguardo le numerose persone che ti hanno e ti vorranno bene, per primo i tuoi genitori, esempio di amore costante e illimitato, sempre pronti ad offrirsi come sostegno a chiunque ne avesse bisogno».

Dopo la tempesta

Francesca implora il Mediterraneo di restituire il fratello, inghiottito dalla tempesta. Lo ha scritto con la biro blu, su un foglio a righe grandi. Anche solo per un saluto, l’ultimo. «Lo stesso mare con cui hai vissuto tutta la tua vita, con cui hai condiviso pensieri, emozioni, battaglie, gioie e dolori sta cercando di mantenerti stretto con tutta la sua forza diabolica ed impetuosa. Noi tutti preghiamo e imploriamo di riaverti vicino».

E poi ringrazia tutti a nome della famiglia. La comunità di Arbatax e quella di Tortolì, ma anche tutti coloro che con un semplice messaggio hanno reso omaggio a Antonio ed Enrico. Vittime del lavoro, innanzitutto.

L’omaggio del vescovo

Venerdì nella chiesa di San Giorgio ad Arbatax si è svolto il tradizionale appuntamento che il vescovo di Nuoro Ogliastra Antonello riserva alle coppie e agli innamorati di ogni età: «L’amore e la preghiera siano per tutte le famiglie, con un pensiero e un abbraccio comunitari alle famiglie di Antonio Morlè ed Enrico Piras. Perché l’amore, riflesso di quello di Cristo per la sua Chiesa, sa condividere non solo le gioie, ma anche le sofferenze e il dolore, donando forza e consolazione».

L’attesa ad Arbatax continua in un silenzio sobrio e rassegnato. I pescatori riprenderanno il mare appena possibile, anche nel nome di Antonio ed Enrico, della loro eterna passione.

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