Quando all’arrivo mancano sette partite il gioco si fa ancora più complicato per la compresenza di tensione, obbligo di vincere visto il traguardo vicino, paura di sbagliare e pregiudicare la possibilità di raggiungere l’obiettivo. Così dal gruppo di pretendenti al successo finale emergono necessariamente le squadre e gli atleti più solidi mentalmente e strutturalmente. Quelli meno facili all’emozione negativa e, magari, più abituati a vivere certe situazioni.
Il quartetto
Ed ecco che in Eccellenza, dopo 23 partite sulle 30 previste, non stupisce di vedere nelle prime posizioni Ilvamaddalena, Nuorese e Tempio, squadre storicamente in grado di combattere in campionati anche maggiori, e con loro un club che ha nel palmarès tre Coppe Italia dilettanti conquistate nelle ultime quattro stagioni e si trova da anni al vertice nella massima competizione calcistica regionale: l’Ossese. Squadra non a caso da due giornate al comando della classifica, reduce da quattro successi di fila e da sei nelle ultime sette gare.
Continuità di rendimento non comune in un campionato – parere di tutti gli addetti ai lavori – poche volte come quest’anno equilibrato e dall’esito incerto. La lotta al vertice è ristretta alle quattro “sorelle”, perché il Lanusei quinto e reduce dal crollo di Carbonia dovrebbe compiere una mezza impresa per rientrare in gioco.
Distante dieci lunghezze dalla vetta, la squadra ogliastrina (neopromossa) è già stata protagonista sin qui di una cavalcata straordinaria che le ha permesso di entrare in zona playoff, posizione che ora dovrà difendere dall’assalto di altre squadre importanti come Atletico Uri (una stagiona fa in Serie D) e Iglesias, fresco vincitore della coppa di categoria.
I numeri
I numeri non mentono. L’Ossese sinora ha incamerato 45 punti, è imbattuta (unica tra le sedici formazioni del torneo), ha il miglior attacco assieme all’Ilva (37 gol segnati) e vanta anche la miglior difesa (18 reti subite). La partenza un poco lenta, con tanti pareggi, l’ha frenata a inizio stagione; poi l’arrivo dell’allenatore Carlo Cotroneo al posto di Giacomo Demartis, sostituito a ottobre dopo il quarto pareggio in cinque gare, è come se avesse sbloccato il potenziale della rosa.
Lavorando sulle basi eccellenti lasciate dal primo tecnico (non si ottengono risultati simili grazie alla bacchetta magica ma è necessario che chi c’era in precedenza abbia lavorato molto bene) i bianconeri hanno ingranato e, a suon di successi, due giornate fa hanno completato la rimonta issandosi in testa alla classifica.
Oggi guardano tutti dall’alto dei loro due punti di margine. Tanti se si pensa ai sette di svantaggio che aveva cinque mesi fa dall’allora capolista (la Nuorese); pochi tenuto conto che la rincorsa può aver bruciato energie nervose, che in sette gare sono in palio 21 punti e che le rivali sono alla sua altezza.
Le rivali
Ilva e Nuorese sono a quota 43 e hanno tutte le carte in regola per rendere la vita complicata alla battistrada. I maddalenini hanno disputato la Serie D per due volte nelle ultime quattro stagioni, quindi sanno quale sia la strada giusta per vincere. Hanno segnato quanto l’Ossese incassando solo tre reti in più, sono guidati dall’esperto tecnico Giancarlo Favarin (che, reduce dall’esperienza non positiva nell’Olbia, ha preso il posto di Sandro Acciaro, dimessosi tre settimane fa) e tutta la classe utile ad arrivare al traguardo da vincitori.
Non molto diversa la situazione della Nuorese, società storica, un passato glorioso e un futuro che vuole rinverdire quei fasti. L’andatura è stata forse più altalenante, con 13 vittorie (più di tutti) e 6 sconfitte, qualche gol segnato in meno (32) e una difesa in linea con quelle rivali (20); ma sino a poche domeniche fa era prima da sola, dunque ha dimostrato di saper ben respirare l’aria rarefatta dell’alta quota e ha le carte in regola per giocarsela sino alla fine. E poi c’è il Tempio, che non ha bisogno di presentazioni visti i suoi trascorsi (su tutti, gli innumerevoli campionati di Serie C2). Distante 5 punti dall’Ossese non può più permettersi errori e deve sperare che le avversarie rallentino, ma di sicuro lotterà sino alla fine.
Il finale
Lo sprint finale è alle porte e molto decideranno gli scontri diretti: il 15 sono in programma Nuorese-Lanusei e Tempio-Ilva, il 4 aprile Nuorese-Ossese, il 12 aprile Ossese-Lanusei. Ma già dalla prossima giornata qualcosa potrebbe accadere, visti i match ad alto rischio Uri-Nuorese e Calangianus-Tempio (derby gallurese), mentre la battistrada ospita il Buddusò e l’Ilva attende il Taloro. Tutto è ancora aperto; difficilmente però la corsa verso la D si allargherà ad altre squadre.
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