Carbonia-Iglesias.

L’ospedale di comunità diventa realtà 

Collaudati i letti al Santa Barbara, ora arrivano le nuove strumentazioni 

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Conto alla rovescia per l’apertura del primo Ospedale di comunità della Asl Sulcis Iglesiente. Si tratta di una struttura che l’azienda sanitaria locale, guidata da Paolo Cannas, definisce una struttura strategica per rafforzare la continuità assistenziale e
ridurre la pressione sugli ospedali e che ora troverà casa nel cuore di Iglesias nello storico ospedale Santa Barbara di cui da decenni si auspicava un ruolo più decisivo per l’offerta sanitaria del territorio.

Il progetto

L’ospedale, dove nei giorni scorsi sono stati collaudati i letti appena arrivati, sarà un presidio intermedio che alleggerirà non poco gli altri due nosocomi aziendali, ovvero il Cto di Iglesias e il Sirai di Carbonia. Ospiterà i pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere intensive ma che, per completare il percorso terapeutico, hanno ancora bisogno di assistenza clinica, monitoraggio e supporto nel recupero. Un problema che in passato ha sempre creato difficoltà sia agli operatori sanitaria sia alle famiglie alle prese con pazienti impossibili da gestire in casa propria per la mancanza di competenze e strumentazione adeguata a domicilio. «Questo modello – si legge in una nota della dirigenza aziendale – favorisce una presa in carico più appropriata e sicura. Tra gli obiettivi principali: ridurre i ricoveri inappropriati e migliorare la gestione dei pazienti che arrivano nei Pronto soccorso con sollievo anche nei reparti di degenza».

Telemedicina
In questi giorni è in arrivo anche la strumentazione che permetterà il collegamento tra tutti i servizi del territorio e l’ospedale di comunità: «Un elemento strategico importantissimo – si legge, infatti, nella nota – sarà la connessione tecnologica che metterà in rete l’ospedale di comunità con i reparti e i servizi di medicina, cardiologia, neurologia, pneumologia, i medici di medicina generale e le case di comunità attraverso teleconsulti e televisite. L’ospedale di comunità potrà contare su una equipe multiprofessionale composta da infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, con la presenza del medico funzionale alle attività. Queste strutture si integrano con le altre azioni avviate dalla Asl per affrontare le criticità, anche in vista del periodo estivo. Gli interventi, finanziati dal Pnrr, rappresentano un investimento concreto nella sanità di prossimità, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi, alleggerire gli ospedali e garantire risposte più rapide ai cittadini».

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