Tribunale.

L’etilometro finisce alla berlina

Automobilista assolto: lo strumento non era abbastanza affidabile

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Per la prima volta il Tribunale di Nuoro mette in discussione l’affidabilità dell’etilometro utilizzato per contestare la guida in stato di ebbrezza, richiamando principi molto simili a quelli già affermati dalla Corte di Cassazione in materia di autovelox e omologazione. Con la sentenza del 14 maggio, il giudice Giuseppe Carta ha assolto un automobilista dall’accusa di guida in stato di ebbrezza, ritenendo che la prova fornita dall’etilometro non fosse sufficientemente affidabile per superare il principio del «ragionevole dubbio». Contestata l’affidabilità dello strumento di misurazione e la regolarità del suo procedimento di omologazione e revisione.

Nodo dell’omologazione

L’imputato, difeso dagli avvocati Pasqualina Antonella Sanna e Anna Maria Musio, era stato fermato nel giugno 2022 e sottoposto alla prova dell’etilometro Dräger 7110 MKIII. La prima aveva registrato un valore di 1,33 g/l, la seconda aveva rilevato 1,28 g/l. La difesa, con il consulente Giorgio Marcon, ha contestato l’intera affidabilità dello strumento. Secondo la sentenza, dal libretto metrologico emergono anomalie nelle verifiche periodiche e nella cosiddetta “costante K”, parametro che dovrebbe rimanere stabile e che invece risulta modificarsi sensibilmente nel tempo. Il passaggio destinato a far discutere, però, riguarda il procedimento di omologazione. Il giudice afferma che il Centro superiore ricerche prove autoveicoli e dispositivi è autorizzato esclusivamente ad effettuare verifiche tecniche. L’omologazione iniziale, invece, spetta alla Direzione generale Trasporti del ministero dei Trasporti. Se tale procedimento non risulta effettuato dall’autorità competente viene meno una delle garanzie fondamentali sull’affidabilità dello strumento. Il ragionamento richiama a quanto già accaduto nel contenzioso sugli autovelox. Negli ultimi anni la giurisprudenza ha infatti distinto nettamente tra approvazione e omologazione, affermando che l’omologazione costituisce una garanzia tecnica imprescindibile affinché uno strumento possa produrre prove pienamente affidabili.

Le conseguenze

L’automobilista è stato assolto. Ma la decisione è una delle prime che affronta il tema omologazione degli etilometri e la loro affidabilità tecnica. Orientamento che, se dovesse trovare conferma, potrebbe aprire a ricorsi e incidenti di esecuzione per le condanne fondate esclusivamente sull’esito dell’alcoltest eseguito con strumenti la cui omologazione o revisione presenti analoghe criticità.

Intanto, ieri il giudice Anna Maria Puligheddu ha assolto otto nuoresi finiti nei guai per la gestione del gruppo WhatsApp, “Malos a domare” dove si segnalavano in tempo reale le pattuglie delle forze dell’ordine sul territorio. L’accusa, interruzione di pubblico servizio, perché turbava lo svolgimento dei controlli per la sicurezza stradale. Gli imputati erano difesi da Antonello Cao, Giorgio Murino, Piera Pittalis, Josè Porru e Giuseppe Putzu.

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