Creta.

Israele blocca la Flotilla, 175 fermati e sbarcati in Grecia  

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Creta. Un braccio di ferro che si ripete a distanza di mesi, senza però riuscire a scalfire nessuna delle posizioni in campo. La Global Sumud Flotilla, composta da oltre 50 navi salpate da diversi porti europei nel tentativo di raggiungere Gaza per distribuire aiuti umanitari, è stata intercettata dalle forze di Israele che, al contrario, considera «legittimo» il blocco imposto alla Striscia dal 2007 e definisce «complici di Hamas» gli attivisti a bordo.

L'arrembaggio della Marina militare israeliana è avvenuto in piena notte in acque internazionali al largo di Creta, tra le 70 e le 120 miglia dalle coste di Israele: 22 imbarcazioni delle 58 in rotta per Gaza sono state intercettate e 175 attivisti di diverse nazionalità - tra cui 23 italiani - sono stati fermati e trasferiti a bordo di una nave militare israeliana. Inizialmente per essere condotti ad Ashdod ed essere poi espulsi nel giro di 24 ore. Fino al dietrofront israeliano: «In coordinamento con il governo di Atene», i partecipanti della Flotilla fermati vengono fatti sbarcare in Grecia, nel porto di Ierapetra sull'isola di Creta.

«Missione portata a termine con successo» per il premier Benjamin Netanyahu che ha ironizzato: «Continueranno a vedere Gaza su Youtube». Nonostante l'esito inaspettato e meno muscolare del previsto, la vicenda, come le due precedenti di luglio e ottobre 2025, ha suscitato dure reazioni internazionali. A cominciare dalla Turchia - che nel 2010 perse 8 propri concittadini a bordo della prima Gaza Freedom Flotilla, rompendo per anni le relazioni con Israele - che ha denunciato «un atto di pirateria» e chiesto alla comunità internazionale di «adottare una posizione unitaria contro questa azione illecita».

L'Unione europea ha invitato Israele al rispetto del diritto internazionale, «compreso il diritto umanitario e quello marittimo, che - precisa - è molto chiaro». Anche la premier Giorgia Meloni ha condannato «il sequestro delle imbarcazioni» sollecitando «l'immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati». Italia e Germania hanno inoltre diffuso una dichiarazione congiunta chiedendo, oltre al rispetto del diritto internazionale, anche di "astenersi da azioni irresponsabili", e ricordando come sia Roma che Berlino siano già impegnate a fornire aiuti umanitari a Gaza.

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