Sassari.

«Le educatrici sono molto provate» 

Accusate di maltrattamenti, mercoledì la loro versione dei fatti davanti al gip 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Accuse da chiarire e reputazioni, se possibile, da recuperare al più presto. Le quattro educatrici, accusate di maltrattamenti contro minori disabili e con spettro autistico, avranno già mercoledì prossimo in tribunale l’occasione di spiegarsi davanti al gip Giuseppe Grotteria nell’interrogatorio di garanzia. Oltre che quella, per i loro avvocati, di approfondire le contestazioni formulate dalla procura della Repubblica, e dal pubblico ministero Ermanno Cattaneo, titolare del fascicolo. Frutto di una inchiesta della polizia di Stato che ha portato, giovedì 5 marzo, all’esecuzione di quattro provvedimenti cautelari nei confronti delle dipendenti di una comunità rifugio, struttura privata e convenzionata messa sotto sequestro. Per loro il giudice ha disposto il “divieto di esercitare la professione di educatrice con inibizione delle attività ad essa inerenti”, stabilendo così una battuta d’arresto professionale alle loro vite e non solo.

La difesa

Sono “molto provate”, questo quanto trapela infatti dai legali sulle loro clienti, una 67enne, la coordinatrice, difesa dall’avvocato Mariano Mameli, e le altre, di 63, 61, 59 e 36 anni. Assistite, includendo anche una quinta educatrice, indagata solo per abuso dei mezzi di correzione, dai legali Marco Palmieri, Martina Salaris, Umberto Carboni e Laura Murziani. Secondo le indagini sarebbero emerse condotte violente nei confronti di quattro ospiti minorenni della struttura, dagli 11 anni in giù, colpiti con percosse nel corso delle giornate vissute nel regime residenziale, comprensivo di tutto, dal vitto all’alloggio all’assistenza. Proprio su quest’ultimo aspetto le telecamere piazzate dagli agenti della questura avrebbero permesso di individuare condotte ritenute inappropriate.

La struttura

E sarà poi da capire se, come talvolta accade in casi simili, ci siano altre mancanze oppure no, dalle competenze specifiche di ogni dipendente, rispetto al compito assegnato, all’organico magari non sufficiente per affrontare situazioni complesse. Intanto dalla struttura interessata si sono volute distinguere le sorti della Comunità, finita sotto la lente della procura, dalla scuola dell’infanzia, che nulla ha a che fare con la prima. «Desideriamo - informano in una nota, su questo punto, i gestori del complesso - sottolineare con fermezza che non risulta alcuna insegnante tra le persone indagate».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi