C’è una donna sarda che ha fatto impresa più di 250 anni fa. Francesca Sanna Sulis, imprenditrice del Settecento, 750 dipendenti all’attivo, è l’ esempio luminoso scelto dalla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone, ieri ad Olbia alla vigilia di un otto marzo dagli scenari globali cupi, per mettere al centro il lavoro femminile. E se il rendiconto di genere recentemente illustrato dall’Istat disegna un divario ancora accentuato (18 punti percentuali tra i tassi di occupazione maschile e femminile), l’esponente del Governo Meloni mette sul piatto i provvedimenti dell’esecutivo per i giovani e le donne che dovrebbero ridurre il gap con effetti benefici globali per l’economia. L’occasione è l’incontro organizzato da Fratelli d’Italia sulle politiche del governo e le recenti misure per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro nel quale sono intervenuti, tra gli altri, il senatore Giovanni Satta, il deputato Francesco Mura e la consigliera regionale Cristina Usai.
L’occupazione
«Ci siamo insediati il 22 ottobre del 2022 e avevamo un tasso di disoccupazione del 7,8 per cento, oggi siamo al 5,1, abbiano recuperato quasi tre punti che abbiamo investito in lavoro buono, di qualità, lavoro sicuro», ha detto la ministra: «Abbiamo investito nell’occupazione giovanile e femminile. I numeri della Sardegna sono molto interessanti perché abbiamo avuto molte assunzioni di giovani e donne e sta andando bene anche la presentazione delle domande di incentivo per nuove iniziative imprenditoriali che ancora una volta hanno per la Sardegna una forte caratterizzazione femminile».
Donne sarde
La citazione di Francesca Sanna Sulis viene da un recente incontro organizzato dalla Presidenza del Consiglio. «A cavallo tra Settecento e Ottocento aveva 750 dipendenti, non faceva lavorare i minori e regalava alle donne che si sposavano un telaio perché avessero una loro autonomia. Alle donne dico che non si può stare fuori dalla partita, bisogna crederci. Il Governo sostiene questo grandissimo potenziale a partire dalla Gallura che ha un contesto economicamente favorevole, è immersa in un contesto internazionale all’interno del quale si possono valorizzare le specificità del nostro territorio». Ma c’è un’altra donna sarda che Calderone porta ad esempio ed è seduta accanto a lei. Silvia Melis, consulente del lavoro, che ieri ha tracciato il quadro regionale. «Il suo è un importante esempio di forza delle donne sarde», ha detto in riferimento alla drammatica vicenda del sequestro.
«Troppa burocrazia»
Sulla Gallura, più volte citata, per il suo dinamismo, è intervenuto nei saluti il sindaco di Olbia Settimo Nizzi che scherza sulle spilline verdi del sì al referendum, tra preferenza cromatica e politica, «potevate metterle di un altro colore, magari azzurre», ha detto. «Bisogna agire sulla deburocratizzazione», ha aggiunto: «Il nostro territorio è cresciuto con gli investimenti privati e diamo spazio agli imprenditori ma per ogni passaggio bisogna passare per due o tre enti».
La sicurezza sul lavoro
La ministra ha poi illustrato i punti salienti del nuovo decreto sulla sicurezza del lavoro convertito in legge due mesi fa. Oltre undicimila infortuni e 27 vittime vedono la Sardegna tra le regioni dove il lavoro è un rischio. «Abbiamo messo la sicurezza sul lavoro al centro delle nostre azioni», spiega Calderone: «Parlare di lavoro sicuro e dignitoso significa intervenire sia sul fronte delle retribuzioni così come abbiamo fatto con la legge di bilancio del 2026, ma soprattutto dare le garanzie per un lavoro sicuro. Abbiamo introdotto incentivi per sostenere le aziende che vogliono investire in sicurezza più di quelle che sono le richieste delle norme di legge». Altre misure riguardano la scuola con l’estensione delle norme dell’antinfortunistica a tutti gli studenti e il personale scolastico. «Abbiamo inoltre investito in controlli e in vigilanza qualificata assumendo ispettori del lavoro, dell’Inps e dell’Inail e aumentando il contingente dei Carabinieri del Nucleo tutela del lavoro – ha concluso la ministra - e introdotto la patente a crediti e ora partirà il badge di cantiere. Un approccio che tiene anche conto di come sta cambiando il mondo del lavoro e di quali sono i nuovi bisogni e le nuove necessità e i nuovi lavori con le nuove esigenze di tutela».
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