Massama.

«Le cure in carcere per i 270 detenuti garantite solo 12 ore » 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Ventitré medici, 63 infermieri e 21 operatori sociosanitari compongono il presidio sanitario nelle quattro principali strutture penitenziarie sarde. Per la Uil Funzione pubblica sono insufficienti: «Ne servirebbero almeno il doppio», denuncia Massimo Marceddu. Secondo il segretario le criticità riguardano tutti i principali istituti dell’Isola, con organici ridotti rispetto al numero dei detenuti e alle esigenze di assistenza sanitaria. «A Massama per circa 270 detenuti operano 6 medici, 8 infermieri e 2 Oss, con una copertura sanitaria garantita tra le 8 e le 20 e il resto scoperto».

La Uil segnala inoltre forti difficoltà nel reclutare nuovi professionisti e soprattutto nel trattenerli nelle strutture. Da qui la richiesta di una cabina di regia che coinvolga Regione, aziende sanitarie, amministrazione penitenziaria e sindacati. Tra le proposte anche un adeguamento economico per chi lavora nella sanità penitenziaria, prendendo come riferimento la delibera regionale che prevede incentivi per il personale impegnato ad esempio nel pronto soccorso. «Chiediamo che una misura analoga venga applicata anche alla sanità penitenziaria per rendere il sistema più attrattivo, reclutare professionisti e riuscire a mantenerli nelle strutture», conclude Marceddu. ( m. t. )

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI