Analisi.

Le bollette sarde crescono del 6% 

Ma i prezzi corrono meno che al Nord: in Trentino + 12,8% in tre mesi 

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Il costo dell’energia in Sardegna è cresciuto del 6,1% dall’inizio della crisi di Hormuz, contro un aumento del 7,7% su base nazionale, dello 0,3% nella media dell’Europa a 27 e dell’1% nell’Eurozona. Lo rileva una indagine dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su dati Istat 2026, che ha analizzato i prezzi di elettricità e gas in tutta l’Unione Europea, tra febbraio e maggio di quest’anno.

Il trimestre

A livello territoriale, nei tre mesi presi in considerazione si è registrata una crescita a doppia cifra dei prezzi di elettricità e gas per Trentino-Alto Adige con +12,8%, Veneto con 12,2% e Friuli-Venezia Giulia con 11,6%. Aumenti superiori alla media anche per la Toscana con 8,9%, le Marche con 8,6% e la Lombardia con 8,1%. All’opposto, si è osservata una minore spinta dei prezzi di elettricità e gas in alcune regioni del Mezzogiorno: oltre alla Sardegna si notano Basilicata e Campania con un aumento del 6,1%, la Calabria a +5,7% e la Sicilia, dove la crescita si è fermata al +4,8%. Secondo l’indagine, nei primi tre mesi della crisi di Hormuz i prezzi di elettricità e gas nell’Ue sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,3% tra febbraio e maggio) mentre in Italia sono saliti del 7,8%, con la crescita più elevata tra tutti i 27 paesi dell’Unione europea, superiore anche al +5,2% della Francia. I prezzi sono addirittura scesi in Germania (-0,5%) e in modo più marcato in Spagna (-11,8%). D’altra parte Madrid ha realizzato interventi per contrastare il caro energia per 4,8 miliardi di euro, il 40,3% del totale di 11,8 miliardi di euro dell’Europa. Sembra quindi ripetersi, anche se su scala minore, l’asimmetria dello shock energetico del 2022, quando a novembre i prezzi al consumo di elettricità e del gas in Italia salivano del 130,1% su base annua, più del doppio del +50,9% della media dell’Eurozona.

«Seconda crisi»

«Le imprese sarde, così come quelle del resto dell’Ue, stanno affrontando una nuova crisi energetica senza aver assorbito gli effetti di quella del 2022 - commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna - nella maggior parte dei casi caricandosi questi extracosti per non farli gravare sui prezzi finali di prodotti e servizi. Poi ci sono le famiglie e le fasce deboli sempre più costrette a fare scelte importanti: vivere in ambienti freschi d’estate e caldi d’inverno o mettere insieme il pranzo con la cena». «Il caro energia ci deve far capire come sia fondamentale ottimizzare il consumo di energia attraverso interventi comportamentali e, soprattutto, con le nuove tecnologie - prosegue Meloni - la transizione verso le basse emissioni di carbonio è una delle scelte decisive che dobbiamo attuare, così come tutto il nostro Paese deve fare e sta facendo. Dobbiamo compiere scelte lungimiranti, coraggiose e decise sulla base degli strumenti che oggi abbiamo a disposizione. Le imprese stanno facendo la loro parte intervenendo sull’efficientamento energetico dei sistemi produttivi e optando per proposte tariffarie migliorative della attuale - sottolinea il presidente di Confartigianato Sardegna - e, allo stesso tempo, auspichiamo che anche il legislatore possa adoperare misure che vadano nella direzione del contenimento dei costi in bolletta».

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