L’allarme.

«Lattiero-caseario, ora serve un intervento straordinario» 

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Un comparto fondamentale, quello bovino da latte della Sardegna, messo a dura prova dallo scenario economico congiunturale e dagli effetti del cambiamento climatico (con perdite stimate in 15-20 milioni di litri all'anno, di cui 5-6 milioni imputabili esclusivamente alle ondate di calore estive). Una convergenza che vede sommarsi il prezzo del latte, notevolmente più basso rispetto al 2025, il blocco della movimentazione dei capi, l’aumento di costi energetici, materie prime e trasporti, aggravati dall’incidenza dell’Ets sui rincari delle tariffe marittime.

Della crisi si è discusso durante l’incontro tra Remigio Sequi, presidente e ad di Cooperativa Latte Arborea (leader del mercato lattiero-caseario sardo e terzo player nazionale nel latte Uht che riunisce 146 aziende socie) e Francesco Agus, assessore regionale all’Agricoltura. «Confidiamo in un intervento straordinario», dice Sequi, «una misura di sostegno come quella attivata dalla Regione per il comparto lattiero-caseario nel 2022, secondo una formula fiscale e finanziaria che non pesi sul “de minimis” e si adatti alle specificità del comparto agrozootecnico locale, ipotizzando un'articolazione per fasce dimensionali e prendendo a modello il criterio proporzionale per capi. L'obiettivo non è solo sostenere le imprese, ma preservare la capacità produttiva degli allevamenti bovini da latte della Sardegna e tutelare l’intera filiera lattiero-casearia».

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