BUENOS AIRES. L'ambientalismo è contro il progresso. Questa la tesi che ha sostenuto il presidente dell'Argentina, Javier Milei, fin dall'inizio del dibattito sulla controversa riforma della legge sui ghiacciai approvata mercoledì in via definitiva dalla Camera nonostante le dure proteste delle ong ambientaliste e l'opposizione anche di ampi settori della società civile. Una posizione ribadita da Milei con forza anche dopo il via libera della Camera - con 137 voti favorevoli e 111 contrari - del provvedimento che mira apertamente a favorire lo sfruttamento intensivo delle risorse minerarie del Paese. «Gli ambientalisti hanno fallito, i gruppi che cercano di impedire il progresso hanno incontrato in questo governo il loro peggior nemico», ha affermato con la sua consueta verve il leader ultraliberista. L'opposizione e le ong ambientaliste argentine promettono battaglia. Settori dell'opposizione peronista hanno annunciato la prossima presentazione di ricorsi di incostituzionalità che potrebbero mettere in discussione la “sicurezza giuridica” che l'esecutivo mira a concedere al settore estrattivo. «Chi verrebbe a investire se la legge è messa in discussione dal punto di vista della costituzionalità?», ha avvertito il deputato peronista Agustín Rossi. Greenpeace ha annunciato la presentazione di un ricorso alla Giustizia.
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