Banca centrale.

Lagarde lascia, la Bce a un bivio  

Parte la corsa alla successione: in pole lo spagnolo de Cos e l’olandese Knot 

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Christine Lagarde lascia la Banca centrale europea prima della scadenza naturale del mandato, aprendo con otto mesi di anticipo la partita per la successione ai vertici dell'istituto di Francoforte. La presidente della Bce terminerà il suo incarico il 7 febbraio 2027, anziché nell'ottobre successivo. Una scelta destinata ad accelerare le trattative tra i governi europei e a incidere sugli equilibri della politica monetaria dell'Eurozona.

L'uscita anticipata consentirà all'attuale presidente francese Emmanuel Macron di partecipare alla scelta del successore prima delle elezioni presidenziali francesi di aprile. Una scadenza particolarmente delicata per i mercati, alle prese con le tensioni sui conti pubblici di Parigi e con l'incertezza sugli orientamenti economici del futuro governo.

Il discorso

Lagarde lascia rivendicando i risultati raggiunti. «Una Bce pronta per il futuro», ha scritto sui social, ricevendo i ringraziamenti dei vertici delle istituzioni europee, del presidente Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Ma la sua decisione apre anche interrogativi sul futuro professionale e politico. L'ex direttrice del Fondo monetario internazionale potrebbe assumere un ruolo nel dibattito pubblico francese oppure approdare alla presidenza del Forum economico mondiale, l'organizzazione che promuove gli incontri annuali di Davos.

La stessa Lagarde ha rivendicato la necessità di poter esprimere liberamente le proprie opinioni. «Non posso rimanere neutrale», ha spiegato, sostenendo di voler contrastare le rappresentazioni distorte della realtà economica. Un riferimento che arriva mentre la Francia attraversa una fase di forte instabilità finanziaria.

Nei giorni scorsi lo spread francese ha raggiunto la soglia dei 170 punti base, alimentato anche dalle dichiarazioni del leader della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon sulla possibile cancellazione del debito pubblico detenuto dalla Bce. Marine Le Pen ha invece prospettato uno scontro con l'Unione europea. Lagarde ha ricordato che Francoforte dispone degli strumenti per contrastare movimenti di mercato «non giustificati e disordinati», senza però ipotizzare interventi specifici a favore della Francia.

Il futuro

La questione più importante per l'Eurozona riguarda ora la successione. Tra i candidati figurano l'ex governatore della banca centrale olandese Klaas Knot, tradizionalmente favorevole a una politica monetaria rigorosa, e lo spagnolo Pablo Hernández de Cos, attuale direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali, considerato più accomodante. Circolano anche i nomi del presidente della Bundesbank Joachim Nagel e del governatore francese François Villeroy de Galhau.

La trattativa coinvolgerà diversi incarichi. A dicembre lascerà Isabel Schnabel, mentre nel maggio 2027 scadrà il mandato del capo economista Philip Lane. Le nomine potrebbero quindi essere definite attraverso un accordo complessivo tra i principali Paesi europei, tenendo conto degli equilibri geografici e degli orientamenti sulla politica dei tassi.

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