Interventi milionari, grandi ambizioni e scarsi risultati. A 15 anni di distanza dalla brevissima parentesi operativa, l’aeroporto “Ernesto Campanelli” è una scatola vuota. Aperto al traffico passeggeri nel 2010, lo scalo venne chiuso dopo 6 mesi per un buco di sei milioni di euro mentre la società di gestione a capitale pubblico, la Sogeaor, venne messa in vendita e privatizzata. A capo della cordata Riccardo Faticoni, attuale amministratore unico di Sogeaor.
A febbraio 2024 l’Enac ha firmato la concessione ventennale, cosa frena la riapertura dello scalo?
«Manca il decreto di apertura, che sarà rilasciato dall’Enac a fronte di alcune verifiche in corso d’opera. Dalle ultime interlocuzioni con la Direzione territoriale Sardegna, si ipotizza di poterlo ricevere entro fine settembre. È importante ricordare che nel 2010 la Sogeaor, allora a guida pubblica, perse la concessione per una grave crisi finanziaria. Il percorso per poterla riottenere non è stato facile e ha comportato enormi sforzi finanziari e operativi, affrontati solo con soldi privati, per lo più del socio di maggioranza. Nessun altro imprenditore si è messo in gioco per riattivare lo scalo, tanto meno si è parlato di investimenti pubblici. Oggi, con il rilascio della nuova concessione, riprendiamo la gestione dei beni demaniali e guardiamo con fiducia al futuro».
Quali i principali passaggi richiesti da Enac e superati?
«Aveva evidenziato alcune non conformità rispetto all’attuale normativa. Le più gravose erano l’adeguamento della carta ostacoli e la relativa pubblicazione delle informazioni aggiornate sul’Aeronautical information publication».
Se domani arrivasse l’ok all’operatività, quanto tempo servirebbe per vedere in funzione lo scalo?
«Una volta ricevuto il decreto, si potrebbe aprire nell’arco di pochissimi mesi. Ma aprire non significa semplicemente far atterrare o decollare un aereo ma rendere l’aeroporto Oristano-Fenosu un’opportunità di lavoro per tante figure ad alta qualificazione, tecniche e di indotto che si inseriscono in una strategia di sviluppo regionale».
Avete già presentato la richiesta di ispezione finale?
«Sarà richiesta appena terminato l’ultimo intervento, credo entro la settimana prossima. Da parte dell’Enac ho percepito massima disponibilità per effettuare l’ispezione a stretto giro».
Poi spazio a aerotaxi, aerei privati e una scuola di volo internazionale.
«Prima della pausa estiva ho ricevuto nuove richieste da parte di scuole di volo del Nord Europa. L’ipotesi è cominciare da subito con loro alloggiando cadetti e istruttori in strutture alberghiere del territorio, già disponibili a collaborare. Ciò non toglie che, una volta aperto, possiamo accogliere tutti gli aerei di aviazione generale».
Le quote Sogeaor sono in vendita: scelta strategica o necessità finanziaria?
«Il mio obiettivo, sin dall’inizio, è stato quello di rilanciare l’aeroporto e valorizzarne le potenzialità con un piano di sviluppo concreto e sostenibile. In questa ottica ho sempre cercato partner solidi, anche valutando l’eventualità di cedere quote di maggioranza, laddove ciò potesse garantire investimenti adeguati e una visione di lungo periodo».
L’ipotesi è cedere una quota o l’intero pacchetto?
«Lo scalo di Fenosu è diventato un po’ come un figlio. Preferirei rimanere a bordo della compagine, pur con una quota minima, per continuare ad apportare il know-how che ho maturato sul campo. Ma non porrei ostacoli ad un potenziale sviluppo dell’aeroporto, qualora l’investitore dovesse presentare garanzie serie di crescita».
Investitori interessati?
«Credo che il pieno sviluppo dell’aeroporto debba avvenire in stretta collaborazione con la Regione. Finora ci sono stati alcuni contatti, purtroppo poco concreti nonostante i numerosi annunci. Parallelamente, sono in corso interlocuzioni con investitori esteri molto interessati che hanno colto il valore strategico di Fenosu. È un segnale incoraggiante, anche se mi rammarica l’idea che la Regione possa perdere un’occasione storica per essere protagonista di questo percorso».
Se non arrivasse l’ingresso di nuovi capitali, Sogeaor avrebbe la forza per sopravvivere?
«Sicuramente, ma in maniera ridotta rispetto al piano di sviluppo ipotizzato».
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