Il conflitto

«L’aereo di Zelensky quasi colpito da un drone» 

La rivelazione del premier norvegese Gahr: stava decollando dalla Moldavia 

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Oslo. L’aereo di Volodymyr Zelensky «è stato quasi colpito da un drone mentre stava per decollare dalla Moldavia». Lo ha riferito il premier norvegese Jonas Gahr Støre. Il premier ucraino era diretto a Oslo per i funerali di Stato del re Harald V. Intanto Donald Trump ha definito «ottima» la telefonata con Vladimir Putin che, ha detto il presidente Usa, «vuole fare un accordo» ma l’ostacolo è l’odio reciproco con Zelensky. Quest’ultimo, di fronte all’escalation, chiede una risposta con forniture rapide di missili, soprattutto Patriot, e sanzioni «efficaci» contro Mosca.

Piccoli passi diplomatici

Lo sforzo diplomatico registra intanto piccoli passi. Zelensky si dice «pronto al compromesso», mentre il Cremlino auspica la ripresa dei colloqui trilaterali con Kiev e Washington. Il portavoce Dmitry Peskov parla di una «volontà politica comune» e prevede che nelle prossime settimane possa emergere una «tabella di marcia» per la soluzione del conflitto. Il consigliere Yuri Ushakov conferma i contatti e ipotizza un ritorno ad Abu Dhabi. Trump e Putin hanno inoltre lasciato aperta la possibilità di incontrarsi a novembre, a margine del vertice Apec in Cina, eventualmente insieme a Xi Jinping.

Zelensky vorrebbe riprendere i colloqui a tre già questo mese: si dice pronto al compromesso ma «non può essere sempre l’Ucraina a cedere». Mosca accusa invece Kiev di non compiere passi concreti verso la pace. Serghei Lavrov sostiene che gli alleati europei alimentino questa posizione e cita anche l’Italia tra i Paesi dove si registrano «segni di realismo». La Slovacchia di Robert Fico sta bloccando l’estensione delle misure contro la Russia e chiede esclusioni dalla lista nera Ue.

Ma i raid non cessano

Intanto nuovi raid russi hanno colpito Kiev, con almeno un morto e diversi feriti, e Mykolaiv. Colpito anche un valico di frontiera tra Ucraina e Moldavia: morte due persone. Kiev prosegue la campagna di «sanzioni a lungo raggio» e rivendica un attacco contro una base navale russa e la fregata Admiral Essen a Novorossiysk. Le autorità russe riferiscono invece di raid su edifici civili, tra cui un asilo e una chiesa, con quattro morti e 29 feriti. Un drone ucraino ha infine colpito per la prima volta la parte artica del Distretto federale degli Urali, a oltre 2.800 chilometri dal confine, provocando un incendio in un impianto di carburante ed energia.

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