Auto in coda. C’è chi scende, scarica scatolini e buste, il tempo per due parole e poi si riparte, mentre gli altri aspettano in fila il proprio turno. Un caos piacevole quello di domenica scorsa in via Cavour, senza il suono dei clacson e le classiche parole colorite che volano, tantomeno vigili che regolano la viabilità. Ma solo continui «grazie» scambiati a vicenda fra le centinaia di donatori arrivati da ogni parte della città e dell’hinterland, e l’esercito di volontari in maglietta rossa del mercatino della beneficenza di Selargius organizzato dall’oratorio San Luigi, con il ricavato che servirà per aiutare i poveri assistiti dalla Caritas e finanziare le attività dell’oratorio.
L’onda solidale
Una valanga di generosità su tutti i fronti, forse più del solito. Lo conferma il continuo via vai di auto cariche di tutto dalla mattina sino a tarda sera: vestiario e scarpe di seconda mano, libri, giocattoli, oggetti per la casa, quadri, piccoli elettrodomestici. Bomboniere e persino vestiti da sposa che a vederli sembrano appena usciti da una boutique. C’è anche chi arriva a piedi, con bustoni al seguito. «Ben vengano iniziative come questa, noi ogni anno portiamo qualcosa», dice Francesca Floris. «Ci liberiamo di libri, borse, giochi e vestiario che non usiamo più e sono praticamente nuovi, e allo stesso tempo diamo un contributo in questa bella catena di beneficenza».
I protagonisti
Una manifestazione che si ripete da 34 anni, a parte lo stop imposto dal Covid. Stavolta con circa ottanta volontari dell’oratorio e della parrocchia Maria Vergine Assunta: tutti insieme per portare avanti la volontà di don Giovanni Piras, per lungo tempo vice parroco a Selargius e scomparso anni fa: fu lui, nel 1989, a portare il modello visto in altre città italiane.In prima linea c’è Federica Puddu che - insieme a Simone Sirigu - fa da regia nell’organizzazione. «Si raccolgono le donazioni, e iniziamo l’allestimento che proseguirà tutta la settimana», racconta. Flaviana Puddu è la veterana del bazar, nata fra gli stand della beneficenza: «Ogni anno è emozionante».Una catena umana di volontari che mette insieme diverse generazioni. Elisabetta ha appena 15 anni, prima volta nella “famiglia rossa” del mercatino di via Cavour. E poi c’è Livia Diana, quasi 90 primavere alle spalle e la grinta di una trentenne: «La beneficenza fa bene al cuore, partecipare ogni anno per me è un regalo».
Il bazar
Poi spazio al bazar della beneficenza aperto a tutti: si parte nel prossimo weekend - 3 e 4 ottobre, mattina e pomeriggio - e si chiude con l’apertura il 9 e 10 pomeriggio, l’11 ultimo giorno con la “vendita” tutto il giorno. Nessun cartellino con prezzo imposto, solo offerte che andranno a comporre il tesoretto da destinare alle famiglie indigenti, ristrutturazione dei locali di via Cavour e attività dell’oratorio. L’invenduto invece verrà distribuito dopo alle famiglie assistite dalla parrocchia in base alle richieste.
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