La polemica

La Sartiglia difende la sua antica tradizione: «A Oristano nessun cavallo viene maltrattato» 

Rispettate tutte le prescrizioni veterinarie. E l’esemplare morto è deceduto per un aneurisma, il malore avuto prima della discesa alla stella non era prevedibile 

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«Qualche giorno fa a Oristano, nella Sartiglia, è morta una povera cavalla che non stava bene, era gravida e l’hanno fatta partecipare lo stesso a questa manifestazione». Parole che suonano come una deflagrazione. Perché arrivano da Milano, durante la conferenza stampa della deputata di Noi Moderati Michela Brambilla ma colpiscono in pieno Oristano, dove l’eco della centenaria giostra si è spenta da poco più di una settimana e l’episodio del 15 febbraio – il cavallo accasciatosi in piazza Manno poco prima della corsa alla stella del gremio dei Contadini – è ancora una ferita aperta.

La proposta di legge

Il passaggio non è isolato. Brambilla lo inserisce nella presentazione della proposta di legge, riportata in Parlamento per la quarta volta e ora all’esame della Commissione Agricoltura della Camera, che punta a riconoscere ai cavalli lo status giuridico di “animali di affezione”. In concreto: stop alla macellazione e divieto di utilizzo in spettacoli e manifestazioni, comprese «quelle storiche che comportino esercizi pericolosi, stressanti o contrari alla dignità degli animali». «Basta sfruttamento dei cavalli, gli equidi in generale quindi asini, muli etc.. in tutte queste manifestazioni pazzesche, storiche, folkloristiche», scandisce l’ex ministro, indicando proprio Oristano come caso emblematico. L’affermazione sulla presunta gravidanza dell’animale diventa così il fulcro dell’argomentazione politica.

La smentita

Ed è su questo punto che arriva la prima secca smentita di natura sanitaria. Il direttore del servizio di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, il veterinario Giuseppe Sedda, chiarisce che la cavalla è stata sottoposta ad accertamento anatomo–patologico dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna e che, «come da certificazione ufficiale, è morta per aneurisma dell’arteria polmonare. Nessuna gravidanza in corso». E ancora prosegue: «Tutte le attività di campo previste dalle procedure veterinarie congiuntamente ai veterinari liberi professionisti sono state rispettate nei tempi secondo quanto prescritto dal decreto 8 gennaio 2025» sottolineando che «le visite di idoneità effettuate nei giorni precedenti la giostra sono risultate regolari».

Il Comune

Sul piano istituzionale interviene l’assessore alla Cultura Simone Prevete: «Le affermazioni pronunciate – che non trovano riscontro nei fatti – arrecano un grave danno non solo all’immagine della nostra città, ma anche alla sua economia e al lavoro di centinaia di famiglie». E aggiunge: «La Sartiglia non è soltanto una giostra equestre. È identità, è tradizione, è patrimonio culturale tramandato nei secoli». Proprio per questo, sottolinea, «l’organizzazione presta la massima attenzione al benessere degli animali» e i cavalli sono «sottoposti a controlli veterinari rigorosi prima, durante e dopo la manifestazione», con «protocolli di sicurezza stringenti». Diffondere «informazioni non veritiere», conclude, significa «colpire la reputazione di un’intera comunità».

La Fondazione

Sulla stessa linea Carlo Cuccu, presidente della Fondazione Oristano: «Dalle risultanze informalmente comunicate risulterebbe totalmente falsa l’affermazione secondo la quale la cavalla sarebbe stata gravida, ma siamo in attesa di ricevere il referto ufficiale». E ribadisce che «gli animali coinvolti nella manifestazione sono trattati con il massimo rispetto, sempre garantendo i più alti standard di sicurezza per il benessere animale», come emerso anche nel convegno organizzato dalla Fondazione con l’Ordine dei veterinari. Il confronto sulla proposta di legge proseguirà nelle sedi parlamentari. Ma sul caso citato come emblema di sfruttamento animale, la Asl ha messo nero su bianco un punto: la morte è stata causata da un aneurisma dell’arteria polmonare, un evento improvviso e non prevedibile. Nel referto non si cita, ovviamente, che pochi istanti quella cavalla era rimasta terrorizzata dallo scoppio di alcuni petardi lanciati da un gruppo di ragazzini tra le sue zampe.

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