Viale Sant’Ignazio.

La memoria dei Cappuccini si apre alla città 

I documenti del ‘700 tra i tesori scritti a mano e conservati dai Frati Minori 

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Un viaggio nella storia religiosa dell'Isola attraverso le preziose carte conservate dai frati. Con il convegno “La presenza secolare dei francescani in Sardegna”, ieri pomeriggio nel complesso del Convento di Sant’Antonio di viale Sant’Ignazio è stato aperto al pubblico l’archivio storico della Provincia dei Frati Minori Cappuccini di Sardegna e Corsica.

I trattati conservati

Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco, sono stati esposti il “Memorabilium rerum”, il registro provinciale dei cappuccini della Provincia del 1591, compilato tra il 1658 e il 1697, con le note dell’allora Segretario provinciale Francesco da Morgongiori del 1700. C’è poi l’atto di professione di Fra Pietro da Oristano del 1609, col quale il religioso dichiarava di aver effettuato la professione dei voti. Il frate diventerà poi Ministro provinciale per la Sardegna dal 1631 al 1641 e maestro dei novizi nel convento di San Benedetto dal 1646.

Infine, in una teca, è stata sistemata la “lettera decretale di canonizzazione di Sant’Ignazio da Laconi (1951) con la quale Papa Pio XII ha decretato la canonizzazione di uno dei frati cappuccini più amati dai fedeli sardi. Il trattato documenta due miracoli riconosciuti al Santo e approvati al termine della causa di beatificazione del 1940.

L’iniziativa

L’appuntamento di ieri pomeriggio rientrava nella rassegna “Domenica di Carta" 2026, la giornata di apertura straordinaria degli archivi promossa dal Ministero della Cultura e dalla Direzione generale Archivi e organizzata della Soprintendenza archivistica della Sardegna assieme all’Ordine dei Cappuccini. Un appuntamento coinciso con il Giubileo francescano, in occasione dell’anniversario degli 800 anni della morte di San Francesco avvenuta il 4 ottobre del 1226. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di padre Gian Luca Longobardi, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Sardegna e Corsica, e di Maura Picciau, soprintendente archivistica della Sardegna. A seguire ci sono stati gli interventi di tre relatori, ciascuno su un aspetto diverso del tema. Padre Tarcisio Mascia ha ripercorso le origini dei Cappuccini in Sardegna, ricostruendo l’arrivo e il radicamento dell’ordine nell’Isola. Fra Dorian Soru ha illustrato, invece, l’archivio storico della Provincia, la sua formazione e il patrimonio documentario che custodisce, mentre Valerio Luca Floris ha affrontato il tema della tutela e della valorizzazione degli archivi ecclesiastici, spesso ricchissimi di fonti ma non sempre accessibili agli studiosi e al grande pubblico. Le conclusioni sono state affidate a padre Fabrizio Congiu, vicario provinciale dell'ordine.

L’opera più rara

L’opera più rara ospitata, come già detto, è il “Memorabilium rerum”, il grande volume redatto a mano che raccoglie le vicende dei Cappuccini della Sardegna dall’anno di fondazione. L'opera, suddivisa in quattro libri, contiene l’elenco ordinato delle elezioni provinciali, i decreti dei capitoli, le lettere di favore dei superiori generali e il catalogo dei frati defunti. Una vera e propria cronaca interna dell'ordine, che restituisce nomi, incarichi e decisioni di generazioni di religiosi.

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