Mostra/2.

La materia si fa voce con Beppe Vargiu  al Cornetto Acustico 

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Se li va a raccogliere in campagna, tutti quei rottami che finiranno in cornice. Beppe Vargiu individua carcasse di plastica, di metallo, di legno, ogni possibile rifiuto imbratti il terreno e poi ne studia gli assetti. Per combinarli insieme e nobilitarli con la pittura. Sono ancorati a fondi strenuamente lavorati i pezzi protagonisti di “Sporgenze e Archetipi Sfatti”, mostra curata da Chiara Manca al Cornetto Acustico – a Cagliari in via San Giovanni 219 - sino a mercoledì prossimo,11 marzo.

Tagli e squarci

Gli spuntoni, i ferri, i bastoni bruciati escono dai limiti dei pannelli cui sono ancorati, si sporgono in un equilibrio che potrebbe essere instabile se non soccorresse l’abilità dell’autore di tenere assieme questi abitanti delle discariche clandestine. Beppe Vargiu asserisce di non intervenire in nessun modo sui raccattati, lascia intatte le croste, le sfilacciature, i corrugamenti, le corrosioni. Tagli e squarci, in questi quadri che sembrano avere anima guerresca ed evocano macerie e cantieri . “L’incontro con l’opera di Vargiu, scrive Chiara Manca nel testo critico , richiede una postura intellettuale precisa , un ascolto che precede la visione. La materia si fa voce e il recupero diventa un atto filosofico ”. L’artista camminatore non cerca di ritrovare sagome riconoscibili tra i residui in cui si imbatte. Gli interessano piuttosto le loro forme, la loro possibile resa estetica , la loro capacità di resistere al tempo con minime trasformazioni.

Gruppo 91

Beppe Vargiu , classe 1954, ha fondato con Giuseppe Pettinau, Italo Medda, Attilio Della Maria e Italo Utzeri il Gruppo 91. Ovvero una compagine che ragionava sul rapporto con la realtà senza farsi illusioni. Quasi brutali sono infatti i mezzi espressivi scelti per una produzione che si fa scultorea nel suo impadronirsi dello spazio . Solo nei pezzi di piccolo formato i relitti sembrano adagiarsi, un pochino più tranquilli, nelle nicchie e negli anfratti scavati nel legno. Si accorpano, quasi si distendono sfuggendo alla tensione che connota i loro vasti e tormentati compagni chiazzati d’azzurro, di rosso, di giallo. Ma sono , anch’essi, e nonostante il colore , capsule che contengono gli archetipi sfatti dell’emblematico titolo.

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