Un’attesa lunga dodici anni e una fisionomia istituzionale riveduta rispetto al progetto iniziale. Per l’università nuorese l’avvio della Fondazione sarebbe vicino, come annunciato dal commissario liquidatore Ivan Paglia. Il nuovo ente, destinato a prendere il posto del consorzio, fa tirare un sospiro di sollievo, non senza tante amarezze.
«Mi viene da dire finalmente, ma mi chiedo: abbiamo perso 11 anni? L’università sarebbe stata qualcosa di diverso da quello che è oggi se avessimo avuto un presidente del profilo di Mario Zidda e mandato avanti il percorso che peraltro ci era stato chiesto in maniera perentoria dalla Regione?». Parole di Alessandro Bianchi, sindaco nel 2014 quando viene deciso che il futuro dell’università passi a una Fondazione dal consorzio che la tiene in vita.
Il progetto decolla e nel 2015 Comune e Provincia si ritrovano davanti al notaio per tutti gli adempimenti, dallo statuto alla nomina del presidente e del cda. «Doveva essere ratificato dalla Regione che in quel momento decise diversamente», ricorda Bianchi. Aggiunge: «Mi sarebbe piaciuto vedere all’opera come presidente Mario Zidda perché era una scelta di altissimo profilo».
«Speriamo che ce la caviamo, finalmente. Abbiamo perso tanti anni, ha perso terreno il progetto di un’università per Nuoro», ammette Mario Zidda, sindaco dal 2000 al 2010, chiamato nel 2014 a traghettare il consorzio commissariato verso la Fondazione di cui sarebbe dovuto essere presidente. «Ero contrario alla modifica istituzionale perché il consorzio consente la partecipazione del territorio e prevede rapporti paritari». Poi il sì all’incarico per disciplina di partito, ovvero il Pd. «Ho seguito la fase costituente della Fondazione fino alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, fermata in quell’ultimo atto, per la verità in modo irrituale, per un intervento del sindaco di Nuoro, eletto due giorni prima. La Regione gli ha dato retta», ricorda Zidda. La guida del Comune passa da Bianchi ad Andrea Soddu. Nel tempo le cose cambiamo, a iniziare dalla fisionomia della Fondazione che ora fa capo alla Regione, non più a Comune e Provincia, come era invece nelle intenzioni del 2014 e negli atti del 2015.
«Le altre università gemmate, come Oristano e Olbia, sono nate e rimaste con i consorzi, amministrati da poteri locali. Nuoro è l’unica che viene amministrata dalla Regione che magari ammette tra i soci il Comune, in posizione subalterna. In ogni caso non si capisce perché Nuoro debba fare eccezione per università e biblioteca», sottolinea Zidda a proposito della Fondazione. E ora? «Oristano continua a funzionare. L’università di Olbia, ultima nata, è il polo più forte. Nuoro è in una posizione assolutamente secondaria», dice Zidda. L’Einstein telescope sarà il nuovo motore dell’università nuorese che guarda alla ricerca? «Il dipartimento sull’innovazione sta a Olbia: potrà fare tutti i corsi che vorrà. Qui - conclude - al momento non c’è un corso di laurea attinente e riconducibile all’Einstein».
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